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“Mia inquieta Vanessa”

download (1)di Gabriele Ottaviani

Quando si decide a chiamarmi, lo fa di mattina presto. Il telefono inizia a vibrare sotto il cuscino e le vibrazioni che si propagano per il materasso sono come il ronzio di un motore sul lago, il brusio sordo e attutito che sentivo quando nuotavo sott’acqua e passava un motoscafo. Rispondo ma sono ancora nel sogno, con il sapore di lago in bocca e davanti agli occhi i raggi del sole che tagliano l’acqua scura, giù fino alle foglie marce e ai rami sprofondati, alla sterminata distesa di melma. Strane emette un sospiro tremante, di quelli esausti, dopo un pianto. «È finita» dice. «Sappi che ti ho amata. Anche se sono stato un mostro, ti ho amata.» È all’aperto. Sento il vento, un muro di rumore che confonde le sue parole. Mi alzo a sedere e guardo verso la finestra. Non è ancora l’alba, il cielo sfuma dal nero al violetto. «Aspettavo una tua telefonata.» «Lo so.» «Perché non me l’hai detto? L’ho dovuto sapere dai giornali. Avresti potuto dirmelo.» «Non sapevo cosa sarebbe successo. Non ne avevo idea.» «Chi sono queste ragazze?» «Non lo so, delle ragazzine. Non sono nessuno. Vanessa, non so cosa stia succedendo. Non so neanche di cosa mi accusano.» «Dicono che le hai molestate.» Resta in silenzio, probabilmente sorpreso di sentire quella parola sulle mie labbra. L’ho trattato con riguardo per così tanto tempo. «Dimmi che non è vero» continuo. «Giuramelo.» Sento il rumore bianco del vento. «Tu pensi che possa essere vero» risponde. Non è una domanda quanto una presa d’atto, come se avesse fatto un passo indietro e si fosse finalmente accorto del dubbio che ha iniziato a insinuarsi ai margini della mia lealtà. «Che cosa hai fatto a quelle ragazze?» chiedo. «Secondo te? Di cosa mi credi capace?» «Qualcosa devi aver fatto. Altrimenti perché ti accuserebbero, se non avessi fatto niente?»

Mia inquieta Vanessa, Kate Elizabeth Russell, Mondadori. Traduzione di Linda Martini. Lei ha quindici anni, lui quarantadue. Lui è il docente, lei l’allieva. Iniziano una relazione passionale. Quasi vent’anni dopo, nel duemiladiciassette, nel bel mezzo del ciclone #metoo, il professore viene denunciato, e un’altra ex alunna chiede a Vanessa di portare anche la sua testimonianza. Vanessa però inorridisce. Non c’è stato affatto abuso, il loro è stato amore. Vero. O forse no… La parabola di una donna costretta a ripensare a tutta la sua vita, a tutta la sua storia e a tutte le storie che si è raccontata per imparare ad affrontare la realtà sono il fulcro di questo romanzo riuscito, credibile, affilato, da leggere.

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