Libri

“Nero ferrarese”

81rELaSXYiL._AC_UL320_di Gabriele Ottaviani

Festa di laurea di Gaia in un piccolo appartamento in via Croce Bianca, nel cuore della città medievale. In cucina i giovani chiacchieravano e bevevano sangria in bicchieri di plastica. Un ciccione di Lettere stava raccontando di quella volta che alla festa mascherata aveva visto nel bagno Pippo fare un pompino a Clarabella. Nell’altra stanza, quella da letto, Alvise diede un’occhiata ai libri di Gaia impilati su una scaffalatura d’acciaio. Paul Auster, Storia del cinema, Il medico di se stesso, Intervista con Gabriel García Márquez, Lorenzo Mazzoni, Jean-Paul Sartre, Il manuale della sceneggiatura cinematografica, Joseph Conrad. «Guardi i miei libri?». Alvise si voltò. Gaia, avvolta in un vestito corto a fiori e scarpe con il tacco alto lo osservava tenendo un bicchiere in mano. Aveva un aspetto radioso, la pelle del viso arrossata dall’alcol. «Sì, non mi piacciono». Gaia si limitò ad allargare le braccia in un gesto ieratico. «Tu cosa leggi?». «Lo yoga della potenza, Metafisica del sesso…». «E che roba è?». «Ti sei laureata in Filosofia e non conosci Julius Evola?».

Nero ferrarese, Lorenzo Mazzoni, Pessime idee. Uno, due e tre. Petto, spalla e mano. Tre bersagli, tre pallottole, un morto. Un ragazzo, militante di estrema destra. Pietro Malatesta, per natura anarchico, benché, o forse, chissà, proprio a causa del fatto che sia un ispettore di polizia (dalla vita privata in tutta onestà niente affatto in ordine), indaga. E… Brillante, intenso, avvincente, avvolgente, coinvolgente, potente, entusiasmante: travolge, appaga, conquista. Mozzafiato.

Standard
Libri

“Quale dignità”

dd63b1e13b182d512c867b49a5620544_w131_h_mw_mh_cs_cx_cy.jpgdi Gabriele Ottaviani

Non c’è eguaglianza senza dignità, non c’è dignità senza eguaglianza.

Quale dignità – Il lungo viaggio di un’idea, Cosimo Marco Mazzoni, Olschki. Ci sono cose che si possono comprare e cose che non è possibile acquistare. La dignità è una di queste ultime. O la si ha o non la si ha. Come la classe, o l’educazione. Chi aspetta che gli altri facciano le cose al suo posto non ha dignità. Chi si impegna in prima persona ha dignità. Chi piagnucola non ha dignità. Chi resiste stoicamente alle difficoltà ha dignità. Chi si approfitta degli altri non ha dignità. Chi si sacrifica ha dignità. E così via. La dignità è lo spartiacque per antonomasia, fra il bene e il male. È un ideale di importanza capitale che la nostra società ormai da tempo violenta: Cosimo Marco Mazzoni, giurista, docente presso atenei italiani e stranieri, ex Humboldt-Stipendiat all’Università di Tübingen, esperto di biotecnologie e bioetica e molto altro, ne fa una magnifica e necessaria esegesi. Impeccabile e imprescindibile.

Standard
Libri

“La pura superficie”

31ODKKQhyGL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Le foglie cadono, noi ritorniamo

al senso ordinario delle cose.

La pura superficie, Guido Mazzoni, Donzelli. Nulla è più profondo della superficie, ci insegna la filosofia. Così come nulla è più importante della purezza, e nessuna meta è più ardua a raggiungersi della semplicità: Mazzoni però con estrema raffinatezza vi riesce, e partendo dal livello dell’immanenza giunge a comprendere il trascendente, dal particolare allarga il suo sguardo acutissimo sino ad abbracciare l’universale, prendendo le mosse, con linguaggio lirico e intenso, dalla narrazione dell’esistenza di una persona qualunque in occidente, attraverso il vuoto, la solitudine, la spersonalizzazione, l’alienazione, per poi comprendere gli altri, e le domande che da sempre l’uomo si pone. Da leggere e rileggere.

 

Standard
Libri

“La testa sul tuo petto”

download (6)di Gabriele Ottaviani

Io ero l’amato. Lui l’amante. Lui era l’amato. Io l’amante.

La testa sul tuo petto, Eleonora Mazzoni, San Paolo. In lizza per il premio Comisso di quest’anno. Il sottotitolo dice già molto: sulle tracce di San Giovanni. Il discepolo che lui amava, come si sente sempre dire, quasi come se si trattasse di una vera e propria frase formulare, ogni volta o quasi in cui viene fatto il suo nome. Il nome di Giovanni. Perché il lui di cui si è detto, naturalmente, è Gesù. Che ha reso dei normali pescatori dei pescatori di uomini. Eleonora Mazzoni (Cronache del terzo millennio, Ritorno a casa Gori, Tre uomini e una gamba, Milonga, Tutta la conoscenza del mondo, Luce dei miei occhi, Dillo con parole mie, Volevo solo dormirle addosso, Il compleanno) è un’attrice di chiara fama attiva sia sul piccolo che sul grande schermo, per non parlare, ovviamente, dei palcoscenici dei teatri italiani. È nata in Emilia-Romagna da una famiglia, come lei ci racconta, che legittimamente ha altre priorità rispetto alla religione tradizionale, interessi diversi. Ed è una brava scrittrice. Che ha uno stile brillante, originale, piacevole. Sempre credibile, quale che sia il tema che decide di trattare. In questo volume amalgama compiutamente, come se si trattasse degli ingredienti dei manicaretti che le preparava la mamma da piccola, due voci. In primo luogo la sua, quella di una donna curiosa che decide di seguire il proprio innato istinto alla trascendenza, che compie un percorso di fatto di aneliti, speranze e rivelazioni, oltre che, naturalmente, di domande, visto che il libero arbitrio si nutre di dubbio mentre la fede, invece, di consapevole e amoroso abbandono. E com’è stato possibile che un gruppuscolo di uomini sia stato capace di compiere una vera e propria rivoluzione? Perché hanno saputo e voluto andare per le strade? Perché hanno saputo interpretare la fame di speranza del mondo del loro tempo? Per cosa ancora? Ma oltre a questo c’è anche un’altra voce, quella di Giovanni. Un uomo che ha trovato una nuova madre, un nuovo credo, una lunga vita… Da leggere.

Standard