Libri

“La fortuna di Finch”

di Gabriele Ottaviani

«Be’, potremmo andare a trovarli adesso, se non hai paura di offendere tua zia», propose Finch, assai in apprensione. «Non ho affatto paura», ribatté lei disinvolta, e subito s’incamminò, come se fosse pronta da lungo tempo a quell’incontro. Mentre procedevano tra le ombre del viale alberato, in certi momenti il chiaro di luna illuminava il suo scialle color fiamma rendendolo simile al piumaggio di un uccello esotico. A metà del tragitto le offrì una sigaretta, che lei rifiutò, ma subito dopo cambiò idea. «Sì, grazie, dammene una! Stasera voglio fare tutto quello che offenderebbe la zia». Da come se la mise tra le labbra e la accese dal fiammifero che lui le tendeva, Finch capì che era una fumatrice abituale. La fissò con espressione quasi arcigna perché percepiva in lei qualcosa di subdolo. «E quand’è che fumi?». «Quando sono una talpa», rispose, alzando l’indice affusolato per mostrargli la macchia di nicotina. Trovarono Eden seduto sotto il portico su una sedia inclinata all’indietro, proprio come un operaio che si rilassa alla fine di una giornata di duro lavoro. Li guardò arrivare con un sorriso d’incredulità. Si alzò in piedi. «Ti ho portato nostra cugina, Miss Court. Vuole conoscerti», disse Finch, improvvisamente temerario e a suo agio nella situazione. Che dipendesse da Eden?

Mazo de la Roche, La fortuna di Finch, Fazi, traduzione di Sabina Terziani. La splendida saga di Jalna, Downton Abbey prima di Downton Abbey, continua col terzo volume, in cui è ancora vivissima l’eco dell’ultima beffa di Adeline (e sì, Maggie Smith sarebbe perfetta per il ruolo, ma Maggie Smith è perfetta sempre, sicché il problema non si pone): molti non si sono ancora ripresi del tutto dallo sconcerto determinato dall’apertura del testamento, ma per Finch invece l’accadimento più significativo è il fatto che è sempre più vicino il compimento del ventunesimo anno d’età, un evento che va festeggiato come si deve. E cosa c’è di più bello di un viaggio in transatlantico? Tra il Canada e l’Inghilterra, Eden, Alayne, Renny e tutti gli altri mostrano ancora una volta ai lettori quanto sia ampia la gamma delle emozioni umane… Incantevole.

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Libri

“Jalna”

9788893255226_0_150_0_75.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ne usciremo sani e salvi solo se ci stringiamo forte.

Jalna, Mazo de la Roche, Fazi, traduzione di Sabina Terziani. Seconda ai tempi solo all’epopea firmata Mitchell che ha eternato la figura di Rossella O’Hara, tanto da aver dato meritata e immensa fama alla sua autrice, oggi però immeritatamente troppo poco nota (questa pubblicazione è un vero e prezioso regalo), la saga familiare canadese che si apre con Jalna, dal nome d’una maestosa tenuta in quel dell’Ontario, narra con stile empatico, profondo, gustosissimo e trascinante le vicende del nutrito clan di origine irlandese dei Whiteoak, in cui spicca la figura dell’indomita e indomabile Adeline, ormai nonna, vedova e quasi centenaria… Un’autentica delizia.

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