Libri

“Le colline ricordano”

di Gabriele Ottaviani

Attraversammo le acque poco profonde del torrente…

Le colline ricordano, James Still, Mattioli 1885, a cura di Livio Crescenzi e Marta Viazzoli. Troppo poco noto, James Still, il cantore del Kentucky, la più stentorea, solenne, autorevole e monumentale voce degli Appalachi, un punto di riferimento imprescindibile per chi voglia accostarsi all’epica, con la sua prosa lirica che cesella ambienti, personaggi e situazioni con una sensibilità rara, magnifica e magnetica, non ha nulla da invidiare ad autori più celebri, uno su tutti Hemingway: anzi. Leggere Still significa viaggiare attraverso i sentieri dell’emozione. Maiuscolo.

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“L’età dell’oro”

di Gabriele Ottaviani

Una volta esauriti questi due argomenti così eccitanti in genere la conversazione si incanalava lungo rotte più tranquille…

L’età dell’oro, Mark Twain, Mattioli 1885, a cura di Livio Crescenzi. Impossibile da definire, perché trascende tutti i generi esaltando di ognuno le caratteristiche più significative, è il primo vero romanzo di Twain, scritto in tre mesi a quattro mani assieme all’amico Charles Dudley Warner come sfida alle rispettive mogli le quali, giustamente tediate dalle continue lamentele dei consorti, nel milleottocentosettantatré, diciotto anni dopo il culmine del cosiddetto rinascimento americano che si beava del fulgore di stelle come Herman Melville e Harriet Beecher Stowe, li invitano a dimostrare di saper fare di meglio, visto che non riescono a combinare alcunché di buono a parte crogiolarsi in un rassicurante cupio dissolvi sullo stato della narrativa coeva a stelle e strisce… Monumentale.

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“Il Natale di Betty Leicester”

di Gabriele Ottaviani

Della nave non si è mai saputo nulla…

Il Natale di Betty Leicester, Sarah Orne Jewett, Mattioli 1885, a cura di Tonina Giuliani e Marta Viazzoli. Autrice ancora troppo poco nota in Italia, ed è un vero peccato, perché il suo talento è evidente e sopraffino, Sarah Orne Jewett narra, accompagnandola con altri raffinati racconti, che immortalano attimi del quotidiano con nitore abbacinante, una storia godibilissima in puro spirito natalizio che vede come protagonista la giovane Betty Leicester, mentre ogni cosa, a Danesly House, appare perfetta… Un incanto.

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“Il giorno dei giorni”

di Gabriele Ottaviani

Il tonfo indicava un’esplosione…

Il giorno dei giorni, John Smolens, Mattioli 1885. Traduzione di Sebastiano Pezzani. Jed lavora nella fattoria di Andrew Philip Kehoe, contadino divenuto abbiente proprietario terriero nonché tesoriere della scuola della sua città, uno dei massimi contribuenti alla costruzione, iniziata nel millenovecentoventidue, per volere della comunità, di un nuovo edificio scolastico in quel di Bath Township, in Michigan. Si dà il caso, però, che in realtà Kehoe, che si è guadagnato la fiducia di tutti, anche nel cantiere, non veda affatto di buon occhio l’opera. Né tantomeno la relativa tassa che lui ha dovuto pagare in prima persona. E che abbia una passione per gli esplosivi. Jed dal canto suo è un ragazzino. Che ha un’amichetta. Bea. Che ora è assai adulta. E ripercorre i sentieri della memoria. Di quel giorno. Il giorno che ha sconvolto Bath. Il Michigan. L’America. Il mondo. Il giorno in cui tre ordigni hanno ucciso quarantacinque persone e ne hanno ferite cinquantotto. Il giorno del massacro della Bath School. Mercoledì diciotto di maggio, anno del Signore millenovecentoventisette: il giorno dei giorni. Prendendo le mosse da fatti reali, John Smolens dà alle stampe un capolavoro che dipinge vividissimamente l’intera gamma dei sentimenti umani. Da non perdere per nessuna ragione.

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“Credenti”

di Gabriele Ottaviani

Il chiaro di luna sulle lenzuola è pesante come cotone umido…

Credenti, Charles Baxter, Mattioli 1885, traduzione di Francesca Cosi e Alessandra Repossi. Winckelmann nel corso del suo Grand Tour a Roma e in Italia quando si accostò alle copie dei grandi classici della dell’arte antica eleggendole a simbolo della sua teoria dell’arte le definì figure che al di sotto di una superficie limpida e pacificata in realtà ribollivano di passioni: sono esattamente così i protagonisti di questo magnifico Credenti di Charles Baxter, persone dalla vita apparentemente anonima che in realtà però sono tormentati da dissidi e conflitti che lui racconta con maestria impareggiabile e la precisione di un lessico che caratterizza fin nel più minuzioso dettaglio le circostanze esistenziali dei suoi protagonisti in cui ognuno può riconoscersi. Magistrale.

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“La tragedia di Brady Sims”

di Gabriele Ottaviani

Ma stavo ancora aspettando qualcos’altro…

La tragedia di Brady Sims, Ernest J. Gaines, Mattioli 1885, traduzione di Nicola Manuppelli. Nel millenovecentoottantuno si aggiudica con pieno merito a Cannes la vittoria del premio per la miglior interpretazione maschile: era Ugo Tognazzi nel film di Bertolucci La tragedia di un uomo ridicolo. Non è affatto ridicolo il protagonista di questa storia magistrale, monumentale, scritta in stato di grazia, ma certo è che la sua è comunque, solenne quanto nessun’altra mai, una tragedia, quella di un uomo che per essere d’esempio ai bambini che vuole proteggere dal mondo esterno, ostile se sei nero e vieni dalla Louisiana, arriva a sparare al proprio figlio e due ore prima di consegnarsi allo sceriffo racconta la sua vicenda empatica, ironica, tenera, delicata, lacerante.

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“La costa di Chicago”

di Gabriele Ottaviani

C’è un bar aperto tutta la notte dove, presto o tardi, arrivano tutti gli insonni…

La costa di Chicago, Stuart Dybek, Mattioli 1885, traduzione di Silvia Lumaca. Un classico non finisce mai di dire quel che ha da dire, e questo è un classico, oltre che una raccolta di racconti di peso specifico maiuscolo, caratterizzata da una sorprendente ricchezza di livelli di lettura, chiavi d’interpretazione, temi, riferimenti, retaggi, pur nell’assoluta originalità della voce narrativa, schietta, brillante, potente, mai banale, attualissima: Dybek, troppo poco noto alle nostre latitudini – benedetta Mattioli che si adopera per colmare quest’ingiusta lacuna –, pluripremiato poeta e prosatore nato nel millenovecentoquarantadue proprio nella città ventosa per antonomasia fa del panorama della sua infanzia lo specchio di una commedia umana nella quale ogni sfumatura ha la sua degna legittimazione. Impeccabile e imperdibile.

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“Passatempi parigini”

di Gabriele Ottaviani

Pensai che avesse un’aria più calma e più solenne…

Passatempi parigini, Stephen Leacock, Mattioli 1885, a cura di Silvia Lumaca. Arriva per la prima volta in Italia, ed è una gioia, una delizia e un gran divertimento: iconico nel mondo anglosassone, a Leacock si debbono degli sketch di inusitata brillantezza, vecchi di cent’anni ma più vivi e freschi che mai, e questo volume agilissimo, curato con sopraffina attenzione, giocoso e intelligente, è una raccolta che non ci si può lasciar sfuggire.

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“Le battaglie di Ypres”

di Gabriele Ottaviani

Un attacco improvviso, col gas, falciò parecchi commilitoni…

Le battaglie di Ypres – Il saliente più conteso della Grande Guerra, Alessandro Gualtieri, Mattioli 1885. La prima guerra mondiale, conflitto per certi versi assai più significativo del secondo, tragedia dimenticata e spesso messa in ombra dagli eventi successivi all’ascesa del totalitarismo di cui le condizioni di pace seguite a questa guerra che ha fatto esplodere la cesura fra il mondo degli stati liberali e degli imperi centrali e la società novecentesca sono state terreno di coltura, ha avuto tra gli accadimenti più importanti che si sono succeduti nel corso dei lunghi e logoranti mesi di trincea le battaglie di Ypres, fondamentali ma troppo poco note, a parte, forse, solo il leggendario e commovente episodio della tregua di Natale, dimostrazione che davvero l’umana solidarietà è come una ginestra che può fiorire finanche sulle pendici di un vulcano, per dirla con Leopardi: questo libro di pregiata fattura colma la lacuna.

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“La battaglia della Somme”

di Gabriele Ottaviani

Il Generalissimo britannico si dimostrò abbastanza aperto nei confronti delle nuove tecnologie…

La battaglia della Somme – L’artiglieria conquista, la fanteria occupa, Alessandro Gualtieri, Mattioli 1885. Uno degli accadimenti più significativi della storia, che ha segnato incontrovertibilmente, finanche nell’immaginario collettivo, il corso degli eventi di una guerra che ha simboleggiato una vera e propria cesura nel procedere delle vicende umane a livello planetario, viene raccontato con dovizia di particolari e precisione perfetta in questo testo agile ma densissimo, istruttivo e capace di indurre, a più livelli, numerose riflessioni. Da leggere.

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