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“Moccasin Ranch”

download (2).jpgdi Gabriele Ottaviani

Eppure s’allarmò, guardandosi attorno.

Moccasin Ranch, Hamlin Garland, Mattioli 1885, a cura di Livio Crescenzi e Marta Viazzoli. Vissuto a cavallo fra l’Ottocento e il Novecento, fra il Wisconsin e la California, dotato di indubbio fascino, almeno stando all’immagine che i ritratti dell’epoca che lo immortalano propongono, esattamente come la sua solidissima scrittura, Garland, romanziere e saggista che per imprimere una svolta alla sua carriera di scrittore non ha esitato nemmeno a trasferirsi a Boston, biografo di Grant e dei protagonisti della mitica corsa all’oro tra Yukon e Klondike, edifica con la sua prosa monumentale il sentimento e il sentiero dell’autodeterminazione che si compie e si esplica attraverso il duro lavoro, in particolare quello pionieristico sotto ogni aspetto nelle a lui ben note fattorie del Midwest, in cui si cerca fortuna e senso della vita tra paesaggi magnifici e aspri compromessi. Da non perdere.

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“C’era una volta in America”

Cera-una-volta-in-america-400x360.jpgdi Gabriele Ottaviani

Perché diavolo non puoi mai agire come un uomo normale, onesto?

C’era una volta in America, Harry Grey, Mattioli 1885, traduzione di Benedetto Montefiori. Il film è un capolavoro totale di Sergio Leone con Robert De Niro, James Woods ed Elizabeth McGovern, per il libro che lo ha ispirato va benissimo adoperare la medesima definizione: monumentale, struggente, affascinante, emozionante, avvincente, travolgente, intenso, potente, poderoso, ponderoso, sensazionale, solenne e tragico, è uno dei più riusciti affreschi della storia della letteratura, una commedia umana, un apologo dei sentimenti più autentici, veri, profondi e importanti del tutto privo di retorica e sentimentalismo. Da leggere, rileggere, far leggere.

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“Diari e memorie dal fronte”

Diari-e-memorie-dal-fronte-400x360.jpgdi Gabriele Ottaviani

Giornate vuote. San Michele perduto. Le nostre speranze ed ansie individuate in quella vetta.

Diari e memorie dal fronte (1915-1918), Meuccio Ruini, Mattioli 1885, prefazione di Marieli Ruini, introduzione di Fiorenzo Sicuri, a cura di Giovanni Fontanesi. Vissuto tra il milleottocentosettantasette e il millenovecentosettanta, fu ministro nel millenovecentoventi e tra il millenovecentoquarantaquattro e il quarantacinque, dottore in filosofia e giurisprudenza, si chiamava Bartolomeo, fu seconda carica dello stato per tre mesi nel millenovecentocinquantatré e senatore a vita a partire da dieci anni dopo ma se lo ricordano in pochi: questa è la storia della sua esperienza nella Grande Guerra: da leggere, rileggere, far leggere. Imperdibile.

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“Scommessa su un fantino morto”

Scommessa-su-un-fantino-morto-400x360.jpgdi Gabriele Ottaviani

La lettera smise di scriversi da sola nella testa di Munnie.

Scommessa su un fantino morto, Irwin Shaw, Mattioli 1885, traduzione di Chiara Voltini. Scommessa su un fantino morto, Una storia cattiva, Alla francese, Peter Due, L’età della ragione, Quel bacio a Croton Falls, Eravamo in tre, Le rive soleggiate del fiume Lete, Il matrimonio di un amico, Viaggio di andata, viaggio di ritorno: all’anagrafe Gilbert Shamforov, scrittore di culto morto settantunenne trentacinque anni fa, Shaw è stato drammaturgo, sceneggiatore (e due di questi racconti sono passati per il grande schermo, vedendo come protagonista anche Charlotte Rampling) e scrittore. Il livello altissimo della sua prosa raggiunge qui vette straordinarie di mirabile finezza, soprattutto per quel che concerne l’indagine psicologica dei personaggi che, calati in ambienti che non sono semplici fondali, ma protagonisti a loro volta, sono riverberi e porzioni della molteplicità dell’animo umano. Imprescindibile.

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“Normandia”

9788889397572di Gabriele Ottaviani

Nell’operazione Overlord, Arromanches-les-Bains riveste un ruolo di vitale importanza.

Normandia – I luoghi dello sbarco e della battaglia, Mario Bussoni, Mattioli 1885. È una delle regioni più belle di Francia, è stato il teatro di uno degli eventi più significativi della seconda guerra mondiale, è terra di storia e maree, in cui ogni angolo sembra raccontare vicende gravide di senso e ricchissime di livelli di lettura e chiavi di interpretazione, sempre più caleidoscopiche via via che si susseguono gli scorci: Bussoni conduce il lettore in Normandia attraverso una pubblicazione agilissima e splendida connotata da meravigliose immagini.

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“Margine di fuoco”

7180km-7hJL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

In una sola occasione Pearly aveva considerato l’eventualità di morire.

Margine di fuoco, John Smolens, Mattioli 1885. Traduzione di Sebastiano Pezzani. A cura di Chiara Voltini. Con accenti che ricordano i Dubus e Joyce Carol Oates, tessendo con maestria una storia ad altissima tensione che indaga l’animo umano soprattutto nelle sue zone d’ombra, la sapiente e preziosa prosa di Smolens, docente, romanziere, autore di racconti plurinominato e pluripremiato, sullo sfondo del Lago Superiore dipana dinnanzi agli occhi del lettore la vicenda intrigante, appassionante e inquietante, da bersi con avidità, di Martin e Hannah, che decidono di restaurare una vecchia casa insieme, e al tempo stesso di ricostruire le proprie esistenze ormai unite da un amore sbocciato per caso nel corso di una lunga estate calda. Il congedo dal servizio militare di Sean, ex di Hannah, e il conseguente ritorno di lui in città, complica però, con ogni evidenza, le cose… Da non perdere.

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“Taccuino ’45”

Taccuino-45-300x270.jpgdi Gabriele Ottaviani

Secondo la versione più aggiornata, Hitler non è sul punto di morire, bensì “è caduto a Berlino”.

Taccuino ’45 – Un diario del tracollo del Terzo Reich, Erich Kästner, Mattioli 1885. A cura di Artemio Focher. Autore per ragazzi celeberrimo nato agli sgoccioli del secolo decimonono nella stupenda Dresda, morto a Monaco di Baviera settantacinque anni dopo, odiato dai nazisti che ne misero al rogo i libri ma cui lui non lasciò affatto campo libero emigrando, bensì restò in Germania a testimoniarne le efferatezze e gli abomini, Kästner è stato poeta, giornalista, sceneggiatore, drammaturgo, romanziere: qui racconta con stile icastico la sua fuga da Berlino nel febbraio dell’ultimo anno di guerra al seguito di una troupe cinematografica inviata nel Tirolo austriaco e i sei mesi finali, fino all’agosto dello stesso anno, dell’atroce guerra totale, attraverso appunti che non sono semplicemente un diario di eventi che si susseguono giustapposti, bensì una cronaca imperdibile del disfacimento di un mondo. Da leggere.

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