Libri

“Mattanza”

unnamed.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Lo so. Per fortuna ci sei. Sempre e sempre. Non saprei come fare senza di te, senza il tuo corpo magico, senza le tue battute e il tuo cuore buono.» «Porca miseria, Ciro! Se mi diventi romantico è meglio che ti fermi alla prossima piazzola di sosta, così ti faccio un pompino!» «Mica è brutta l’idea!» «Lo sapevo! Disgraziato! Oltre ad essere milanese, non è che sei anche un po’ belga? E dimmi una cosa: pure a te piace scattare fotografie?» «No. Io, oltre ad essere milanese, sono tutto calabrese! Aspromonte, per la precisione. E, visto che foto non ne scatto, che faccio: mi fermo?» «Accelera! E sbrigati! Voglio tornare a casa!» «Vabbè, però me lo potresti succhiare dolcemente, strada facendo…» «Cammina!» La risata in sordina del professor Ciro Barrese fu contagiosa: anche Abacìlio non riuscì a sfuggire all’ilarità comune; si mescolò alle note di Promenade spuntate dalle mani di Keith Emerson, che saturavano di monumentale dolcezza l’abitacolo della Thema.

Mattanza, Giuse Alemanno, Las Vegas. Arriva finalmente in libreria il seguito, e con ogni probabilità (ma non è detto, anche perché non ci si stanca mai di leggere pagine come queste, fatte di storie ben scritte, ambienti ben caratterizzati, trame ben congegnate, avvincenti, convincenti, coinvolgenti e trascinanti, crude e potenti, personaggi riusciti) l’episodio conclusivo del racconto delle vicende di due fra i cugini più disuguali – ma in realtà profondamente simili, eccome… – che sovvengano alla memoria da che esistono le parentele, di Come belve feroci: Giuse Alemanno narra ancora di Santo e Massimo Sarmenta, che abbandonano il loro nascondiglio in Val Camonica, con tanti soldi in tasca e tanti morti alle spalle, non quanti come i sassi lanciati da Deucalione e Pirra per ripopolare il globo, ma poco ci manca, e cominciano una nuova vita. Santo, che è dottore, inizia grazie a un contatto a lavorare nella clinica Santissima Maria Celeste, mentre Massimo, “Mattanza” per gli “amici”, vuole tornare a Oppido Messapico e finalmente vendicarsi di Costantino Ròchira e di tutti quelli che hanno collaborato allo sterminio della famiglia Sarmenta. Ma… Impeccabile e imprescindibile.

 

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