Libri

“Polpette e altre storie brevissime”

di Gabriele Ottaviani

Luigino era così buono, così bello, così intelligente, che quasi non vale la pena parlarne. Ecco.

Polpette e altre storie brevissime, Jacopo Masini, Del Vecchio editore. Accompagnata dalle illustrazioni, splendide, di Rossana Capasso, la raccolta di racconti di Masini, che per certi versi sembra seguire la lezione di tantissimi grandi giocolieri della parola, uno su tutti Raymond Queneau, imponendo al tempo stesso l’originalità della propria voce, dimostra come la letteratura, ossia quella capacità di immaginare universi sbirciando le luci nelle case degli altri, non si valuti, grazie al cielo, un tanto al chilo, e come non servano tante parole (del resto persino Carducci sosteneva che si dovesse diffidare di chi si avvale di venti parole quando ne sarebbero bastevoli dieci) per descrivere finanche nel minimo dettaglio, se si usano bene quelle che si conoscono, che si desidera adoperare e che si hanno a disposizione, una vicenda capace di lasciare un segno in chi legge. Sono circa duecento i cortissimi, lapidari, sentenziosi, aforismatici, incantevoli testi di Masini, che dipinge un mirabile affresco delle piccinerie umane con arguzia e intelligenza: giocando in sottrazione, sa far emergere la potenza della narrazione, innata esigenza di ciascuno di noi, che è bisognoso di condividere e trovare pace.

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Libri

“Più grande la paura”

41ar-x9N9DL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

È questo il ricordo, preciso da far male, che si culla e la culla mentre vanno.

Più grande la paura, Beatrice Masini, Marsilio. Beatrice Masini non ha bisogno di presentazioni, scrive bene, con funambolica souplesse e caleidoscopica sensibilità, connota gli ambienti e le situazioni in modo raffinato e non lesina in dettagli, che però non appesantiscono mai la trama: tutte queste considerazioni trovano facilmente conferma nella vicenda qui esposta, che delicata indaga un’atmosfera che l’autrice conosce e padroneggia mirabilmente, la dimensione dell’infanzia, violata, vagheggiata, ammirata, sognata, cullata, condivisa, perduta, ritrovata, nutrita, curata, coccolata, carezzata, dimenticata, rievocata, attraverso la letteratura e il suo potere salvifico, che aiuta a crescere specie quando si è costretti a farlo, che fa della fragilità una brillantissima forza. Da non perdere.

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“Trilogia delle ragazze”

41R6N6D3TpL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ecco, siamo al punto in cui la fiducia è massima e può cominciare a essere tradita.

Trilogia delle ragazze, Beatrice Masini, Rizzoli. I bottoni, L’estate gigante, Giù la zip: il primo è un racconto inedito, gli altri due sono romanzi ormai sventuratamente introvabili e che con questa felicissima occasione invece tornano, e la gioia non può che farsi estrema, in libreria. Sono tre storie di ragazze. Di donne. Di autodeterminazione, di timidezza e di coraggio, quando si crede che tutto sia possibile eppure la vita non ha ancora cominciato nemmeno a pensare di iniziare a mantenere le promesse fatte a ogni vivente e con cui, serafica, lo illude sempre, da sempre e per sempre. L’adolescenza è un male necessario e un viaggio sublime, e Beatrice Masini ci accompagna in questa scoperta con mano sicura: è bello affidarsi alla sua prosa magnetica.

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“I nomi che diamo alle cose”

3504445-9788845280788di Gabriele Ottaviani

Dev’essere andata così, o forse no, e alla fine non è importante; il passato al passato, i morti ai morti, e chi resta vivo fa con quello che si ricorda o crede di ricordare.

Beatrice Masini, I nomi che diamo alle cose, Bompiani. Le parole sono importanti, si sa. E ognuna ha il suo significato. Cosa vuol dire essere responsabili? Avere cura delle cose. Delle persone. Di ciò che si fa. Essere consapevoli che le proprie azioni, esattamente come quelle di tutti gli altri, come tutte le altre che avvengono nel mondo, ovunque e comunque, hanno delle conseguenze. Essere pronti ad accettarle. Ad assumersene il peso. Nel bene. Ma soprattutto nel male. Amare è bello, ma non sempre facile. E quando non si è soddisfatti della propria vita, forse non resta altro da fare che cambiarla. Anna ha quarant’anni, e un’inattesa eredità le dà l’occasione della svolta. Ma dal passato non si sfugge. Al massimo, ci si può impegnare a risolverlo. Un romanzo che, semplicemente, fa bene al cuore.

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