Libri

“Dite la vostra, Mr. Darcy”

download.jpgdi Gabriele Ottaviani

La narrazione austeniana del suddetto modo condiviso di concepire, valutare e immaginare la vita di ogni giorno presuppone la necessità di un collante tra pubblico e privato, tra il Sé e l’Altro. Una sorta di diaframma che, ante litteram, ricorda il concetto di habitus espresso dal sociologo francese Pierre Bourdieu e che qui vale la pena richiamare. In Bourdieu, l’habitus è un costrutto di mediazione che ci aiuta a rifiutare l’inconciliabilità della dicotomia fra individuale e sociale, mostrandoci “l’internalizzazione dell’esternalità e l’esternalizzazione dell’internalità”.

Dite la vostra, Mr. Darcy – Pubblico e privato in Jane Austen, Adalgisa Marrocco, Rogas. Blogger, scrittrice, lettrice evidentemente colta, assidua e appassionata, critica competente, preparata e dotata di spiccata capacità divulgativa e notevole chiarezza, Adalgisa Marrocco, anglista giovane ed esperta, focalizza in questo testo la sua attenzione su un particolare filone di approfondimento e indagine nei testi di Jane Austen, ormai divenuti classici e pertanto come tali volumi che, in ossequio all’abusata definizione attribuita a Italo Calvino, non cessano mai di dire quel che hanno da dire: la dialettica fra la dimensione privata e quella pubblica, che, per quanto possa sembrare impossibile, è tema di stringente e sempiterna attualità, in quanto, anche se ci illudiamo del contrario, sovente in realtà l’opinione degli altri, con i quali non possiamo naturalmente non convivere, condiziona con veemenza la nostra libertà. Un’esegesi raffinatissima, da leggere e rileggere.

Standard
Libri

“Vincent sul divano”

download (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

I treni camminano sui binari, e i binari della tua ferrovia, Vincent, sono due, e due e basta. Uno è l’arte, l’altro la religione.

Vincent sul divano – Si può sopravvivere all’arte?, Marco Marrocco, Fefè editore. Prefazione di Domenico Mazzullo, psichiatra di chiara fama, postfazione di Barbara Alberti (autrice di libri come Memorie malvage, Delirio, Vangelo secondo Maria, Donna di piacere, Il signore è servito, Fulmini, Buonanotte Angelo, Parliamo d’amore, Gelosa di Majakovskij, L’amore è uno scambio di persona, Il ritorno dei mariti, Sonata a Tolstoj e Amore è il mese più crudele, e di sceneggiature, anche a più mani, come quelle di Ciao Gulliver, Il maestro e Margherita, Il portiere di notte, Ernesto, Io sto con gli ippopotami, La disubbidienza, Una donna allo specchio, con Stefania Sandrelli, Monella e Io sono l’amore, di Luca Guadagnino). L’anima è materia immateriale, esiste eppure non si vede, non è tangibile ma ha una tangibilissima influenza sulla vita delle persone. E l’anima di Vincent Van Gogh era senza dubbio tormentata. Il genio e la sregolatezza d’altronde vanno proverbialmente a braccetto. Ma discostarsi dai luoghi comuni è una necessità fondamentale in ogni ambito se si vuole raggiungere un più pieno grado di consapevolezza: e Marco Marrocco, assistente alla regia, aiuto regista, autore tv, saggista, docente, vincitore dell’edizione del duemilaquattordici del Premio La Giara, fa proprio questo, supera il topos di matrice romantica e, miscelando con sapienza realtà e finzione, ritrae splendidamente e in modo più che agile un uomo e un artista da ogni punto di vista. Da non perdere.

Standard