Libri

“La mia Cuba”

5151kZhGYCL._AC_US218_ (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

Il cosiddetto “complotto Castro” era stato decapitato.

La mia Cuba, Eduardo Manet, AlpineStudio, traduzione di Marco Bosonetto. Scrittore e cineasta francese di origini spagnole ormai prossimo ai novant’anni, seguace degli insegnamenti di Jacques Lecoq, attore tra l’altro nel ruolo di Emilio nel film con Isabelle Huppert diretto dalla di lei sorella Caroline, Sincerely Charlotte, Eduardo Manet, nato all’Avana, racconta non solo la sua vita, dando un’impressione di estrema sincerità, freschezza e schiettezza, non lesinando però d’altro canto nemmeno delicatissimi accenti lirici, ma un intero mondo, un luogo che è crocevia storico ed emozionale, politico, sociale, culturale: un volume semplicemente imprescindibile.

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“Manet e il naturalismo nell’arte”

c9dc19a35b0e2c5a09e8869028b95e1b_w600_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

All’indomani della morte di Édouard Manet, vi fu una improvvisa apoteosi, tutta la stampa si inchinò dichiarando che era scomparso un grande pittore. Quelli che ancora il giorno prima cavillavano e scherzavano, resero pubblicamente omaggio al maestro che alla fine trionfava nella bara. Per noi, i fedeli della prima ora, fu una vittoria dolorosa. Suvvia!

Manet e il naturalismo nell’arte, Émile Zola, Donzelli. Traduzione a cura di Gregorio De Paola. Introduzione di Francesco Abbate. È stato un genio. Un artista straordinario. Che come sovente accade è stato più apprezzato dopo al morte che in vita, quando quelli che ben pensavano hanno deciso di cessare di storcere il naso di fronte a qualcosa che non avevano mai visto e che trovavano disdicevole preferendo viceversa riempirsi la bocca di lodi vacue. Chi invece più onestamente sin dall’inizio ha avuto, non senza comunque una dose di spirito critico, indispensabile, la disposizione d’animo di accostarsi all’inatteso, per similitudini nei gusti, nei valori, negli ideali, artistici ed esistenziali, ha avuto modo di conoscerne e commentarne la grandezza. Zola e Manet sono due facce della stessa medaglia: facendo arte chi con la penna e chi col pennello non hanno avuto timore di raccontare il reale, anzi, ritenevano necessario che certe istanze diventassero parte del lessico artistico. Non volendo a ogni costo piacere, sono riusciti a squarciare un velo e ad assurgere al ruolo di maestri. L’esegesi di questo agile e bellissimo libro, assai elegante anche dal punto di vista grafico, è insieme una lezione preziosa di storia dell’arte e di stile letterario. Da non perdere.

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