Libri

“Il lato oscuro della luna”

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Io fortunata non mi sento per niente…

Il lato oscuro della luna, Fabio Geda, Marco Magnone, Mondadori. Non possiamo conoscerlo direttamente, perché lei, ineffabile, ci mostra sempre la stessa faccia, che rivolge bonaria alle nostre miserrime piccolezze ispirando i poeti, ma la luna ha anche, i Pink Floyd e non solo insegnano, un lato oscuro, misterioso, come il sentimento che deflagra improvviso e irrefrenabile nell’animo di Sven, quindici anni nella Berlino ovest del millenovecentosettantaquattro, l’anno dei Mondiali che i padroni di casa vinceranno contro la rivoluzionaria Olanda di Cruijff, quando vede per la prima volta Chloe, un anno più piccola di lui, mentre è in giro con gli amici e decide di essere pronto a tutto, anche a perdere sé stesso, purché lei possa varcare la cortina che la separa dall’occidente e da lui, che dal tetto dello stabile in cui vive s’illude di poterne scorgere il profilo… Incantevole e maestoso.

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Libri

“L’Europa in viaggio”

71wZGunVSzL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Per qualche anno Berlino è stata il luogo in cui tutto era possibile.

L’Europa in viaggio – Storie di ponti e di muri, Marco Magnone, Add. I ponti uniscono, collegano, connettono, accolgono, i muri dividono e separano, i secondi simboleggiano la chiusura, la paura, i primi la costruzione di un mondo più umano, anche se hanno a loro volta bisogno di muri, perché certo non possono reggersi sul nulla o essere saldamente piantati sulle nuvole come i piedi di Ennio Flaiano, almeno stando alla sua celeberrima frase: non è un caso che assieme alle finestre, nei vari stili e ordini architettonici della storia dell’arte, siano infatti proprio i ponti a essere raffigurati sulle banconote della moneta unica, simbolo e concreta realizzazione di un ideale di condivisione. Magnone, con prosa adatta a tutti, racconta attraversando lo spazio e il tempo le due idee di Europa e di mondo, una fondata sul bisogno di nemici, l’altra sulla speranza di pace. Da leggere.

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“Berlin”

coverBerlindi Gabriele Ottaviani

Quella sera, Bernd e Jakob, dopo aver mangiato un po’ di zuppa di patate e porri, si sdraiarono come sempre uno accanto all’altro non prima di aver riempito di brace i secchi di ferro che tenevano davanti ai piedi. Si infilarono sotto diversi strati di coperte e restarono lì, occhi al soffitto, in attesa di scivolare nel sonno. Dopo aver frequentato le scuole elementari in Baviera, vicino a Monaco, Bernd era stato mandato dalla madre a Berlino, iscritto al collegio cattolico di Gropiusstadt. Lo aveva fatto per allontanarlo dalle intemperanze del padre. Intemperanze, violenze, da cui anche lei e gli altri due figli – Ferdinand, di sei anni più vecchio, e Nina, di quattro anni più piccola – sarebbero poco dopo scappati, raggiungendo Bernd. Jakob, figlio di un giornalista che non amava scendere a compromessi – e quindi spesso senza lavoro – e di una marionettista, abitava in quel quartiere da tempo. I due si erano conosciuti al doposcuola e se, per Jakob, Bernd era diventato il fratello che i genitori a causa delle ristrettezze economiche non avevano mai potuto dargli, per Bernd, Jakob era stato la guida a quella grande città misteriosa.

Berlin – I fuochi di Tegel, di Fabio Geda e Marco Magnone per Mondadori Ragazzi. La popolazione adulta della città è stata decimata, e anche ai ragazzi toccherà in futuro la medesima fine. Maschi e femmine sono divisi in gruppi rivali: ma un nuovo cambiamento è inevitabilmente alle porte. È un romanzo bello e intelligente, che si legge con grande fluidità e che appassiona. Semplice, chiaro, avvincente, ha un gran ritmo e un bel messaggio. Da non perdere.

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