Libri

“L’uomo senza ombra”

di Gabriele Ottaviani

Abbiamo solo bisogno di una guerra per dimostrare quanto sia fragile la ‘civiltà’. Gli uomini cercano stupri e sadismo come se fosse un istinto innato. Ricordo un tizio che era venuto a tenere una conferenza a scuola, e che ci aveva raccontato di come fosse stato coinvolto in un disastro ferroviario e, nonostante le ferite, avesse aiutato i soccorritori a liberare le persone intrappolate. Ma ricordo ancora che il mio istinto principale fu l’eccitazione sessuale al pensiero di quelle donne incoscienti nei vagoni del treno che potevano essere rapidamente violate prima di essere trascinate in salvo. Mi chiedo quanti altri ragazzi che stavano ascoltando quel giorno abbiano avuto lo stesso tipo di pensiero. Non l’ho mai detto a nessuno; mi sarei vergognato troppo, e anche la franchezza sessuale degli scolari raramente arriva fino a quel punto. Eppure, quale stabilità possiamo aspettarci da una civiltà costruita su queste basi? A meno che, ovviamente, non possa consolarmi con il pensiero di essere completamente anormale e che altri uomini non accarezzino mai tali sogni a occhi aperti. Quali conclusioni traggo da tutto ciò? Credo che, lungi dall’essere ‘anormale’, l’intensità del mio impulso sessuale faccia parte dell’energia complessiva che mi rende ciò che sono: un essere intelligente, che risponde con insolita immediatezza ai problemi della civiltà moderna. Guardo il mio impulso sessuale al lavoro con una sorta di stupore. Potrei non sapere perché sono vivo, ma qualcosa dentro di me lo sa. Il sesso è l’unico potere che conosco che può sconfiggere la terribile pressione del presente. Il mondo sembra vuoto e insignificante, grigio, inutile, deride la mia transitorietà e la mia fame con la sua stabilità e serenità. Solo quando il desiderio sessuale divampa in me posso superare la sua indifferenza…

La seduzione e la ripulsa, come la farsa e la tragedia, si muovono sullo stesso sottile e sdrucciolevole crinale tenendosi la mano: un uomo che si definisce tormentato dal desiderio, che appaga con donne che tende a non considerare come individui, sin dalla più tenera età, aspira a diventare scrittore per raccontare l’esistenza, l’oscurità dell’animo, le passioni e le ossessioni, e nella fervida e fremente Londra degli anni Cinquanta del secolo scorso attraversa, prendendo le mosse, o almeno questo è ciò che racconta a sé medesimo, da una inderogabile ricerca esistenziale, una disturbante, satanica, orgiastica, lisergica, compulsiva, bulimica, abietta iniziazione. L’uomo senza ombra – Il diario sessuale di Gerard Sorme, di Colin Wilson, intellettuale prolifico e ribelle alle convenzioni, giunge in libreria – la prima comparsa in assoluto sugli scaffali fu cinquantasette anni fa, ed è stato poi rivisto nel millenovecentonovantuno, a dimostrare che è certo un testo figlio del suo tempo e delle istanze coeve, ma anche vivo e mutevole – per Carbonio nella traduzione, come sempre magistrale e dirompente, di fiammeggiante modernità, di Nicola Manuppelli, incarnando l’allegorico, magnetico, intrigante obbligo di guardare laddove non si vuole vedere.

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