Libri

“L’ultima intervista”

81-vaX-w0TL._AC_UY218_ML3_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Suo nonno Levi Eshkol è stato il terzo capo del governo dello Stato d’Israele. Quale lascito le ha trasmesso?

Zollette di zucchero…

L’ultima intervista, Eshkol Nevo, Neri Pozza, traduzione di Raffaella Scardi. Geniale sin dal pretesto, apparentemente davvero semplice, per non dire semplicistico o finanche banale, da cui prende le mosse, ovverosia l’occasione imprevista di un’intervista come tante, che non lascerebbe di per sé presagire nulla di straordinario, procedendo quasi stancamente, quesito dopo quesito, alcuni corrivi, altri insignificanti, altri sorprendenti, a un sito internet, il nuovo romanzo di Eshkol Nevo è in assoluto una delle più riuscite ed evocative indagini in merito alla fragilità della condizione umana. Chi è più spaventato infatti dalla morte di uno scrittore, che non ha trovato altro mezzo per combattere l’ossessione della fine che attanaglia tutti coloro che nascendo hanno la consapevolezza di non essere eterni che non fosse affidarsi alle parole, che se non restano scritte non sono altro che vento nel vento? Chi ha più bisogno di conferme? Chi, spesso, è più insincero? E invece in queste pagine, in cui non c’è nessuna concessione alla retorica, con schietta ironia il narratore, l’autore e di conseguenza anche il lettore si ritrovano allo specchio, nudi di fronte alle proprie inevitabili manchevolezze. Bellissimo.

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