Libri

“Lot”

di Gabriele Ottaviani

La madre sta ancora al suo Ward, ha detto Avery. Fra di noi non ha proprio funzionato. Sai come vanno le cose. Il tipo nuovo fa il meccanico. Le ho detto che si è fatta un uomo della strada, ha detto Avery. Le ho detto che è scesa in graduatoria, e lei ha schioccato la lingua tipo Sessé. Le bianche, ha detto Avery, adorano ‘ste cacate. Uomini della strada. Gli arabi, pure. Il piatto più prelibato che ho visto era una libanese, e ha parecchio senso, la Bibbia ne parla in continuazione. L’ho vista che camminava al centro commerciale, che usciva dal bagno. Aveva quel lenzuolo in testa e tutto quanto, ma chi se ne frega, da sotto quel coso emanava come un bagliore. Un bagliore, ha detto Avery. Quasi non le vendevo niente, perché ero tipo, checcazzo. Ma se questa qui non può sballarsi, allora noi che dovremmo fare? Non c’è speranza, ha detto Avery. Non c’è speranza. Il ragazzino non chiama, ha detto Avery. Ma io lo so che sa badare a se stesso. So com’è, ha detto Avery. Le persone devono poter fare le loro scelte. Ma, ha detto. Se me lo vedessi qua fuori? A comprare da noi? Non so come reagirei, ha detto Avery. Anzi, ha detto Avery, gli spaccherei la testa. Gli sfonderei quella cazzo di testa con le mie mani. Stavano aspettando per un’altra consegna sulla McKinney, un festino di scambisti accalcati in un attico, quando Avery ha chiesto a Raúl per la prima volta se era questo che s’immaginava di fare per tutta la sua vita.

Lot, Bryan Washington, Racconti, traduzione di Emanuele Giammarco. Spettacolare sin dalla copertina, il libro, tradotto in maniera magistrale, ricco di livelli di lettura, simbolismi, riferimenti, rimandi e rivisitazioni, chiavi d’interpretazione, magnetico, monumentale, potente, commedia umana declinata in più versioni, policroma e piena di odori e sapori, lascia di sale come rimase, dopo aver contravvenuto all’ordine di non voltarsi a vedere la distruzione delle città del peccato, la moglie del biblico protagonista che porta lo stesso nome del volume, ambientato in una Houston spettrale, ineffabile ma più che carnale, dove un ragazzo cerca, a dispetto di tutto e tutti, il suo posto in un mondo ostile, aspro, arduo, che non mantiene quel che promette: impeccabile e imprescindibile, caleidoscopico e sublime.

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