Libri

“L’oscuro labirinto del cielo”

labirinto.jpgdi Gabriele Ottaviani

Galileo, io non godo della vostra libertà. I gesuiti parlano con un’unica voce.

In quanto ad arroganza, Galileo sembra avere pochi rivali. Forse giusto il cardinale Bellarmino, fervente gesuita che prima manda al rogo Giordano Bruno, il quale crede che Dio e la sua misericordia siano dappertutto, e quindi non può scampare alla condanna per eresia, e poi si batte il petto e spera che la fiammata sia stata così violenta da asfissiare a morte il filosofo col fumo prima che lo lambissero le dolorosissime lingue di fuoco, riesce a essere alla sua altezza da quel punto di vista. Johannes Kepler invece è tutto un altro tipo: malaticcio, innamoratissimo di sua moglie Barbara, esule a Praga da Graz dove è perseguitato per la sua fede luterana (lo hanno persino multato perché voleva seppellire la sua bimba primogenita, Susanna). Anche lui, però, un genio. Che vuole incontrare Tycho Brahe, arcinoto per fare sempre di testa sua. Studiano la teoria copernicana, sfidano le accuse dei potenti del tempo, indagano il cielo e i pianeti questi personaggi straordinari, scienziati di prim’ordine: L’oscuro labirinto del cielo (edizioni Dedalo, traduzione di Velia Februari), di Stuart Clark, astrofisico britannico, scrittore, giornalista e divulgatore scientifico, autore di libri e articoli in numero quasi incalcolabile, è il primo bel volume di una trilogia. In cui con linguaggio semplice e chiaro si mescolano in maniera perfetta e avvincente da un lato una ricostruzione documentaria, del tempo e della realtà storica dell’epoca in cui la vicenda è ambientata che lascia ammirati per la precisione, dall’altro una brillantissima inventiva romanzesca. Da non perdere.

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