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“L’orizzonte ci regalerà le stelle”

913PxPKC5mL._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

Julia fissa la foto. Alcune persone sembrano impacciate in abiti eleganti. Ana non è tra quelle. Indossa il vestito costoso con più naturalezza dei suoi indumenti lisi o della divisa dell’hotel. Julia guarda l’alto texano dai capelli scuri. Ana ha accennato di essere stata assegnata alla sua famiglia per l’estate. Non ha menzionato però il suo aspetto. Bello. Il suo completo è costoso, di taglio sartoriale e sapientemente adattato al suo fisico robusto. La cravatta è importata dall’Italia; Julia lo capisce dalla dimensione del nodo. La foto parla un linguaggio privato. Ana si protende verso il texano. Il texano si protende verso Ana…

L’orizzonte ci regalerà le stelle, Ruta Sepetys, Garzanti, traduzione di Roberta Scarabelli. La storia è una gran maestra, ma non si può dar torto, in tutta onestà, a Gramsci quando sostiene che le manchino gli allievi: bisogna imparare da quanto è accaduto, perché non si ripeta, e in modo ancor più grave. La morsa della dittatura franchista stritola la Spagna già da anni quando nel millenovecentocinquantasette, mentre in Italia Elsa Morante pubblica con meritato ed enorme successo L’isola di Arturo e, a proposito di empiti di libertà contro i regimi, Feltrinelli è il primo editore occidentale a dare alle stampe quel Dottor Živago che darà celebrità immensa e non pochi guai al suo sovietico autore, tanto che l’anno dopo per le pressioni dell’URSS non potrà accettare di succedere ad Albert Camus nel novero dei vincitori del Nobel per la letteratura, Daniel, giovane fotoreporter, attraversa la realtà in cerca di uno scatto incisivo e veridico. Finché un giorno non incontra lei, Ana, e capisce che… Da non perdere.

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