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“La storia della signora Filadritto e del gatto Pussavia”

97e2a230a02e6a9c0efc468fb0149695_w250_h_mw_mh_cs_cx_cy.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il gatto Pussavia fece una capriola all’indietro e avvinghiò la caviglia della signora Filadritto con tutti gli artigli, dimenando la coda su e giù.

La storia della signora Filadritto e del gatto Pussavia, Lore Segal (illustrazioni di Paul O. Zelinsky), traduzione di Bianca Lazzaro, Donzelli. È una storia divertente, semplice, intrigante, a tratti esilarante, che cattura l’attenzione del lettore e lo conquista, si legge in un baleno ed è adatta a grandi e piccini, ai bambini di ogni età, che desiderano abbandonare per un momento la dimensione della quotidianità e gettarsi tra i flutti di una vicenda che, come tutte le storie cosiddette per l’infanzia, in realtà parla molto di più agli adulti che non a chi ancora deve diventarlo. Le illustrazioni, meravigliose, raffinatissime, che ricordano il cinema d’animazione francese e l’arte del primo Novecento, costituiscono l’ossatura di una narrazione sinuosa proprio come le movenze di un felino. Lei è burbera. Sente che le manca qualcosa. La compagnia di un gatto. Incontra lui. Che è un insolente indomabile. Come tutti i gatti del resto. Inizia una serie di schermaglie, finché non arriva la pace. Perché per volersi bene, e stare bene insieme, in fondo basta poco. Una cosa. Rispettare ognuno l’altro. Per quello che è. Delizioso.

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