Libri

“Priestdaddy”

di Gabriele Ottaviani

“Devo solo… prepararmi… per la cena”, disse subdolamente, e tornò di sotto con una pistola infilata nei calzoni da prete.

Priestdaddy – Mio papà, il sacerdote, Patricia Lockwood, Mondadori. Traduzione di Manuela Faimali. Un uomo di chiesa, ma anche un padre di famiglia: Greg suona – o perlomeno ci prova, producendo in realtà un clangore che grida vendetta proprio a Dio, oltre che agli uomini – la chitarra elettrica, ama i film d’azione, gira per casa in mutande, è stato arrestato, ha una figlia poetessa che non segue proprio i dettami della religione alla lettera e che ritorna ad abitare assieme al marito durante un momento di difficoltà proprio nella canonica del babbo. Perché sì, Greg è padre Greg e il padre di Patricia, che racconta in modo irresistibile non solo la sua giovinezza, ma anche il nostro mondo e le sue contraddizioni, non necessariamente inconciliabili, anzi. Splendido.

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“Priestdaddy”

downloaddi Gabriele Ottaviani

L’unico regalo di Natale che ho mai realmente desiderato, oltre a una serie di grosse biglie ricavate da pietre semipreziose che ho comprato nel negozio di souvenir del museo di storia naturale, era una radio… dentro un gatto di peluche. Una radio a forma di gatto di peluche. Si chiamava Pettable Portable Fluffy Kitty, e all’interno aveva una radio AM-FM funzionante. “Ce l’hai fatta, Radio Shack” pensai quando presi in mano la scatola e vidi il peluche che mi fissava con gli occhi dorati e seducenti quanto un assolo di sassofono. “Alla fine siete riusciti a farmi appassionare alla tecnologia.” «Ti prego, mamma» le dissi con disperazione, senza riuscire a esprimere appieno il mio bisogno. Cosa avrei potuto dire? Che il muso del gatto era simmetrico come solo la matematica delle più immortali tra le composizioni lo avrebbe potuto rendere? Che aveva nella pancia i deliziosi croccantini della musica? Che era a pelo lungo, come Beethoven, e lo volevo a tutti i costi? Mi affidai come sempre alla lettura. «Ti prego. La scatola dice che si può ABBRACCIARE, e che è un COMPAGNO PERFETTO PER I BAMBINI.» Quando arrivò Natale scartai la mia piramide di regali come una forsennata. Niente. Neanche l’ombra di una radio a gatto di peluche…

Priestdaddy – Mio papà, il sacerdote, Patricia Lockwood, Mondadori. Traduzione di Manuela Faimali. Gira nudo o quasi per la casa, si fa arrestare durante una manifestazione antiabortista a dir poco scombiccherata, suona la chitarra elettrica producendo un clangore metallico inquietante e ha una figlia – classe millenovecentoottantadue, autrice sopraffina, e questo libro le ha dato grande e meritata fama – che non è certo né la più credente dei credenti né la più canonica delle scrittrici, sia in prosa che in poesia: è però in canonica che a causa di una crisi è costretta dopo anni a tornare col marito, ed è la sua infanzia e adolescenza, irresistibilmente tragicomica, quella che racconta. Il prete in questione infatti è padre Greg Lockwood, e questo romanzo sembra un film di Peter Cattaneo, pieno di grazia e di profondità.

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