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“Libertà di pensiero”

41jk9mxZdNL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

“Forse qualche politico dei nostri giorni ha avuto il coraggio di dire, senza scherno e senza timore di esporsi al ridicolo, che la libertà è il diritto di fare ce qui ne nuit pas aux autres?”. Così scriveva Ezra Pound sul finire degli anni Trenta del Novecento. C’è mai oggi, nel nostro tempo e nel nostro Paese, un “politico” altrettanto capace di difendere “senza scherno e senza timore” la liceità di qualsiasi azione che non rechi danno ad altri?

Libertà di pensiero, Giulio Giorello, Mimesis. Giordano Bruno, Mill e Feyerabend, oltre, naturalmente, al supremo, poliedrico, caleidoscopico, scomodo e fondamentale bene della libertà di pensiero, risorsa che spesso si paga cara ma che è l’unico modo che abbiamo per progredire, sono i protagonisti del volume, avvincente, interessante, appassionante, istruttivo, profondo, coltissimo, mai cattedratico, ricco di riferimenti, chiavi di lettura, analisi, esegesi, riflessioni, stimoli e livelli di interpretazione che Giulio Giorello, filosofo, matematico ed epistemologo dedica loro: un’occasione di conoscenza da non perdere per nessun motivo.

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