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“L’eredità immateriale”

immaterialedi Gabriele Ottaviani

L’analisi strutturale di due aspetti basilari, come il mercato della terra e le strategie familiari, suggerisce alcuni dei principî normativi su cui la comunità si organizzava: un’uniformità morale che interessi contrapposti frammentavano, in atteggiamenti diversi e non omogenei, nella pratica dell’agire concreto di ogni strato sociale. L’assenza della famiglia estesa coresidente non rappresenta una comunità modernizzata, in cui la complessità del sistema si accompagni a una crescente specializzazione istituzionale. E nemmeno la presenza della moneta e la velocità della circolazione della terra rappresentano la prevalenza di un sistema di massimizzazione dei redditi monetari. La comunità di Santena sembra piuttosto protagonista di una strategia attiva di protezione contro l’incertezza che l’ampia imprevedibilità del ciclo agrario e la difficoltà di controllo del mondo politico e sociale creano continuamente. Una strategia appunto: l’intento non è solo quello di affrontare natura e società correndo il minor numero di rischi possibile ma è lo sforzo continuo di migliorare la prevedibilità dei fatti, di sottrarsi alla fatalità di un mondo di famiglie o di individui isolati, per svolgere attivamente una politica delle relazioni che dia frutti permanenti di sicurezza relativa, su cui costruire una dinamica sociale e anche una crescita economica.

L’eredità immateriale – Carriera di un esorcista nel Piemonte del Seicento, Giovanni Levi, Il Saggiatore. Con una nuova prefazione dell’autore. A lungo professore di Storia moderna nelle università di Torino, Viterbo e alla Ca’ Foscari di Venezia, nonché animatore della celebre rivista Quaderni storici e direttore con Carlo Ginzburg della collana Microstorie di Einaudi, Giovanni Levi racconta la vicenda significativa ed emblematica, vera e propria cartina al tornasole, sintesi e quintessenza di quel contesto, di Chiesa, per la precisione Giovan Battista Chiesa, guaritore, esorcista, prete, imbonitore, che batte le campagne piemontesi del secolo diciassettesimo, in pieno ancien régime, palmo a palmo, promettendo salvezza e attirandosi le ire del potere: appassionante e istruttivo.

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“Paura della libertà”

51MbmzWo1wL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

L’espressione religiosa è dunque l’opposto dell’espressione poetica.

Paura della libertà, Carlo Levi, Neri Pozza. Introduzione di Giorgio Agamben. La Francia è la prossima preda dei nazisti, la Polonia ormai è già stata invasa: Carlo Levi, allora trentasettenne, sulla spiaggia di Le Baule riflette, medita, pensa, e si dedica a un’esegesi che non lascia scampo a nessuno, ponendo le fondamenta di quella che sarà poi la sua scrittura che si manifesterà in tutta la sua policromia nelle successive opere. Lo stato ha fallito, la religione tramuta il sacro in sacrificio, il che talvolta è atto sacrilego, perché non si può imporre il martirio o considerarlo l’unica via, specie se davvero Dio è, come si sostiene sempre e comunque, prima di tutto amore, la guerra chiede un efferato e insaziabile tributo di sangue, la morte tenta di corrompere la bellezza e l’arte, uniche speranze: questi sono i temi. Imprescindibile.

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“Una vita sospesa”

una vita sospesadi Gabriele Ottaviani

Prepara il tuo animo a tristi notizie: dei nostri non credo si possa avere più speranza per nessuno.

Una vita sospesa 1938-1945, Giulio Levi, introduzione di Marta Fattori, Castelvecchi. Sergio Levi è stato un pioniere, ma non nel senso che a bordo di un conestoga ha attraversato le praterie del West. È stato un pioniere della neuropsichiatria infantile italiana, un luminare, un uomo di scienza. E la scienza di norma fa il bene dell’umanità. È assurdo che si impedisca di lavorare a qualcuno che non fa nulla di male, anzi. Ma è quanto è accaduto. A tanti. Anche in Italia. Anche a lui. Perché il re e il duce promulgarono le leggi razziali. Il racconto di una vita, di una famiglia, di una ingiustizia, una speranza e una battaglia. Narrazione e testimonianza, anche fotografica, e attraverso la prosa intima e mai enfatica del figlio Giulio, specializzato in malattie nervose e mentali. Un libro maturo, compiuto, solido, avvincente, importante.

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