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“L’estate prima della guerra”

519gVnBdKtL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Hugh la trovò diversa, trasformata, e non volle dire niente: provò solo il desiderio di farla ridere e volteggiare nella danza.

L’estate prima della guerra, Helen Simonson, Beat, traduzione di Chiara Brovelli. Il Sussex è zona pianeggiante, paludosa e neghittosa, in cui la vita pare scorrere lentissima, placida, tranquilla, imperturbabile, sempre metodicamente identica a sé medesima: Rye è una cittadina nella quale l’eco dei venti di guerra che in quel millenovecentoquattordici, quando l’arciduca Francesco Ferdinando viene assassinato a Sarajevo, scuotono l’intero mondo arriva assai flebile. Un vero e proprio microcosmo in cui le apparenze sono una sorta di perbenista sepolcro imbiancato sotto al quale si confondono le piccole miserie e le più o meno marcate e umanissime idiosincrasie che caratterizzano, in misura maggiore o minore a seconda dei casi, tutta la popolazione, della quale entra a far parte la nuova insegnante del ginnasio, per nulla l’insignificante fanciulla che tutti si aspettavano, ma una ragazza libera e brillante. E… Elegante, convincente, coinvolgente. Da non perdere.

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