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“Più lontano di così”

81KA7z5fxZL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il dolore, il dolore parassita. Mio padre pagò a diciannove anni gli effetti del suo.

Più lontano di così, Lucrezia Lerro, La nave di Teseo. Lucrezia Lerro ha una voce originale e chiara, che non ha paragoni nonostante la sua espressività immediata sia comunque colta, raffinata e ricca pertanto di rimandi, suggestioni e riferimenti, capace di amalgamare pienamente sapori che di primo acchito si potrebbero considerare stridenti ma che invece la sua abilità esalta e impreziosisce. Leda, ossessionata sin da quando è piccola dallo zio Luigi, morto diciannovenne per un colpo d’arma da fuoco e che conosce solo in foto, parte proprio dall’immagine e inizia un’indagine che si nutre della linfa della ricerca per immergersi nei meandri dell’anima e nel meccanismo torpido e torbido dei segreti che si arrampicano sulla parete delle nostre vite. Intensissimo.

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“L’estate delle ragazze”

51lMQqNE8rL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Corinna prima di salire in macchina diede un’occhiata intorno, si sentiva osservata. Ora men che mai qualcuno avrebbe potuto sciuparle quegli istanti. Notò davanti al bar i soliti ficcanaso che a vederli stravaccati nella loro apatia davano l’impressione di essere una combriccola di provincia. Riportò lo sguardo su Jacopo. Poi leggera lo strinse a sé. Si lasciò cullare dal procedere rapido della vettura che in un batter d’occhio attraversò la città. Restò per il breve viaggio accovacciata sul suo petto, si inebriava del profumo della pelle misto al Blu di Bulgari che lui si era dato. Avrebbe voluto chiedergli della premiazione, ma adesso il silenzio era necessario più dell’aria.

L’estate delle ragazze, Lucrezia Lerro, La nave di Teseo. Corinna è di origine meridionale ma si trasferisce per motivi di studio a Firenze. Va all’università e ha un fidanzato milanese, Jacopo, bello, ricco, affermato, uno scrittore di successo più grande di lei che le paga gli studi e, sia pure a distanza, perché non vivono la loro storia attraverso la prossimità del quotidiano, la sostiene. E anche lei ha lo stesso sogno: diventare un’autrice. Solo che è preda dell’ansia, e si strappa i capelli. Si fa del male, sempre di più, finché un giorno tutto il dolore non trova finalmente nella scrittura il canale per la sua elaborazione, e allora Corinna diventa consapevole, e adulta. Molto oltre la cornice di genere del Bildungsroman, il testo non manca di intimità pur senza perdere delicatezza, anche nei momenti più cupi. Da leggere.

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“La giravolta delle libellule”

41GsBgFocPLdi Gabriele Ottaviani

“Sono rimasti con la vecchia nell’altra casa, non sta tanto bene,” disse mia madre mentre condiva l’insalata con l’olio e il limone. “Ma che ha? Niente di grave, spero?” Mia madre rispose in tono irritato: “No, niente di grave, neanche la morte la vuole, quella fa morire gli altri, ma lei non muore.” A quel punto intervenne mio padre. “Che fai, inizi? Vattene in chiesa, vattene da qualche parte… i santi, il Papa, la Madonna…” Vaneggiava. “Calmati, non ti agitare,” disse A. avvicinandosi alla spalliera di legno della sedia di mio padre, “non ha detto niente, tua moglie. Tua madre sta bene, avrà un po’ d’influenza.” “Io sono il segretario del Papa. Io sono un uomo di Stato. Io sparo, hai capito?” A. rimase in silenzio. “Vado da mia madre,” continuò papà. “Voi mangiate pure. Evviva lo Stato, la Santa Chiesa e il Papa che mi protegge.” Mio padre uscì di corsa. Ma come, era sempre stato così geloso e adesso invece lasciava me e mia madre con A. per andare dalla Strega? A. non perse tempo, mi si avvicinò: “Vai anche tu, non ti va di fargli compagnia?” Lo guardai intimidita. “No, io resto con mamma. Non ci vado.” A. insistette. “Ti regalo mille lire se te ne vai, così potrai comprarci dei regali…” Gli risposi che non volevo i suoi soldi e che preferivo restare con mia madre. Dopo qualche minuto A. e mia madre ridevano, lui ogni tanto, con la scusa di versarle dell’acqua, le sfiorava la mano. La gelosia mi accecava. Lo detestavo. Eppure spesso pensavo che mi sarebbe diventato simpatico, prima o poi.

La giravolta delle libellule, Lucrezia Lerro, La nave di Teseo. Sindrome di interesse psichiatrico, caratterizzata da abbuffate alimentari, intese come episodi di ingestione di notevoli quantità di cibo, associate alla sensazione di perdita di controllo e seguite da condotte di compenso, come digiuno, vomito, uso di purganti o lassativi, o eccessive prestazioni fisiche che, nelle intenzioni del paziente, avrebbero lo scopo di eliminare le calorie assunte durante le abbuffate. Le conseguenze mediche delle condotte compensative, specialmente nel caso del vomito, variano da patologie del cavo orale e del tratto digerente, a squilibri elettrolitici (principalmente ipopotassiemia) e possono determinare la necessità di ospedalizzazione. È inserita nel più ampio spettro dei disturbi della condotta alimentare, e condivide con l’anoressia nervosa una certa distorsione peggiorativa dell’immagine corporea (anche se generalmente minore) e il terrore di ingrassare: molto spesso pazienti anoressici presentano condotte bulimiche e sono frequenti i casi di trasformazione in senso bulimico di quadri di anoressia nervosa. In essa, inoltre, frequentemente insorgono altri disturbi di pertinenza psichiatrica, come depressione, disturbi dissociativi o di personalità. Così l’enciclopedia. È la bulimia. Un mostro che affama e divora. Contro cui una delle protagoniste di queste storie tutte al femminile, scritte con sensibilità, intelligenza, profondità, brillantezza, umanità, dolcezza, potenza, tenerezza, passione, forza, dolore, credibilità, emozione, amore, senza retorica, combatte. Aiutata, come può, dalla madre. C’è poi una ragazza che vuole lasciare la sua realtà asfissiante e umiliante, e un’altra giovane che invece si ritrova sola dinnanzi al miracolo di una vita che le cresce nel grembo… Da non perdere.

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