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“Leningrado: la congiura dei ricordi”

51YzNxthcPL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Quando Cristina le si avvicinò per presentarsi, non accennò né stupore né curiosità. Indicò con la mano ossuta il posto vuoto di fronte a sé, come per invitarla a una partita. «Non sono qui per sfidarla, so che è un’abilissima giocatrice. Desidero parlarle… di suo figlio. Sono Kristina Danilova, una psichiatra di Leningrado». «Kristina Vladimirovna Danilova, campionessa al torneo giovanile di Leningrado nel 1963». La psichiatra fu sorpresa da quella citazione precisa del suo trascorso da scacchista. E solo per cortesia decise di sedersi di fronte alla donna. «Olga Antonovna, io so che ha perso suo figlio in un lager. Mi dispiace molto. Io non sono qui per conto del partito o degli organi. Sto cercando di aiutare un uomo che è stato allievo di suo figlio negli anni 50. Si chiama Volkov. Dovrebbe ricordarsene, era citato nel suo testamento e credo che sia stata lei a fargli recapitare un vecchio disegno». Olga mosse il pedone in D4, la classica apertura del gambetto di donna, senza proferire parola. Cristina non giocava a scacchi da anni, ma intuì che quella era l’unica via per comunicare…

Leningrado: la congiura dei ricordi, Claudio Leonardi, IoScrittore. È uno dei dieci romanzi che hanno vinto la settima edizione del torneo letterario online IoScrittore del Gruppo editoriale Mauri Spagnol ed è stato inoltre uno dei protagonisti del contest d’illustrazione L’avventura di scrivere, nato dalla collaborazione tra IoScrittore e Romics, perché da esso ha tratto ispirazione l’artista Camilla Zaza. E pare davvero una congiura terribile, degna di Catilina o di un suo perfido epigono o sodale quella che è costretto a rivivere di continuo nel corso della sua esistenza Ivan Volkov, illustre astrofisico internato dal regime sovietico in un manicomio di Leningrado riservato a dissidenti e alienati mentali, prigioniero da sempre e per sempre di un solo ricordo: un’amnesia davvero singolare e perversa. Ancora più singolare è però il fatto che l’apparato del regime faccia tutta la pressione che è in suo potere per fare in modo che a occuparsi del caso sia solo ed esclusivamente Kristina Danilova, che certo è una brillante psichiatra, ma è specializzata nello studio dei neonati. Perché tutto questo? Da leggere.

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