Libri

“Legami di sangue”

di Gabriele Ottaviani

Mi massaggiai la schiena sfiorando le lunghe croste che stavano lì a farmi da monito: non potevo permettermi altri errori.

La California del millenovecentosettantasei, la Mecca del cinema, la costa scintillante di cromature, la terra dell’arcobaleno, è certamente un bel posto dove vivere, si respira, nonostante tutti i problemi e le difficoltà, un’aria di libertà, progresso, modernità: si può guardare al futuro con ragionevole ottimismo, un pizzico di spensieratezza e una sana dose di grinta, perché le promesse di felicità saranno mantenute. Peccato che d’un tratto Dana, mentre sta sistemando i libri nella casa nuova, sia strappata alla quotidianità con l’uomo che ama, che ha una pelle molto più chiara della sua, e si ritrovi catapultata nel tempo delle piantagioni, dove essere neri significa essere schiavi, bersaglio d’ogni sopruso. Trascendendo il genere Octavia E. Butler, pluripremiata autrice scomparsa nemmeno sessantenne quasi quindici anni fa, e che è diventata con pieno merito una pietra miliare della letteratura non solo afroamericana, dà vita a un vero e proprio classico allegorico, maestoso, raffinato, visionario, distopico, fantastico, perturbante, destabilizzante, lirico, politico nell’accezione più ampia e solenne del termine: Legami di sangue, pubblicato da Sur in un’edizione splendida sin dalla copertina, e tradotto con passione da Veronica Raimo, è semplicemente eccellente.

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