Libri

“Le otto montagne”

51zVqg4a0DL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Dev’essere bello partire così.

Le otto montagne, Paolo Cognetti, Einaudi. Pietro non è esattamente un ragazzino socievole. Anzi, diciamo pure che è tutto il contrario dell’anima della festa. È solitario è scorbutico, sia detto senza offesa. Vive a Milano. Il padre è un chimico. Che sprizza da ogni poro macromolecole di rabbia ogni volta che torna dal lavoro. La madre si prende cura del prossimo. Lavora in un consultorio di periferia. La madre e il padre amano la montagna: Grana, ai piedi del Monte Rosa, sembra dunque il posto perfetto per loro. È deciso: Pietro ci passerà tutte le estati. È un luogo impervio, ma bellissimo, con un torrente favoloso. E poi c’è Bruno, che però è biondo, ha la sua età e pascola le mucche… La montagna è uno stato mentale, è un modo di vivere: e l’amicizia è il più prezioso dei tesori. Cognetti non scrive semplicemente un Bildungsroman né un racconto di vite: fa anche delle rocce un personaggio connotato in maniera mirabile, e indaga il mistero del ritorno con perizia, cura, sensibilità, rendendo il viaggio, ogni viaggio, una testimonianza e un recupero di consapevolezza, un affresco potentissimo, autentico, non retorico, intenso. Da leggere.

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