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“Le incredibili curiosità di Torino”

51u7KcZIbXL._SY346_.jpgdi Gabriele Ottaviani

«Mi scusi, a che ora è stata fondata Torino?» Torinesi, cosa pensereste se un turista vi fermasse per strada rivolgendovi questa domanda? Probabilmente dopo una risposta evasiva, data con garbo sabaudo, vi allontanereste speditamente temendo di avere a che fare con un personaggio strambo, un folle. E invece esiste una molteplicità di studi sulla città di Torino, studi che si sono susseguiti negli anni e divenuti sempre più precisi da un punto di vista tecnologico, scientifico, di ricerca e di analisi che sono giunti persino a determinare l’ora di fondazione della città romana poi diventata capitale sabauda. Come? Uno degli aspetti più affascinanti riguarda il fatto che quando alcune materie si intrecciano – anche se all’apparenza sembrano essere distanti tra loro, come quelle di ambito umanistico messe in relazione con quelle che richiedono complessi calcoli intorno alla materia – possono venire fuori risultati sorprendenti come dati precisi risalenti a secoli or sono. Conosciamo aspetti della Storia, delle Scienze e della Psicologia, siamo in grado di datare gli anni del nostro pianeta e di studiarne le evoluzioni geologiche, fisiche, sociali e ambientali e se provassimo a rapportare queste possibilità alle nostre città? Come è stato possibile, utilizzando l’intersecarsi multidisciplinare di un’analisi storico-archeologica combinata con una serie di misurazioni astronomiche, conoscere la data precisa in cui Torino è stata fondata? Sarebbe un po’ l’inizio di tutto, per chi ci è nato, chi ci ha vissuto o ci vive, chi ha visto legato il suo destino a questa fascinosa città, sapere quando tutto ha preso il suo avvio e dunque da lì vedere formarsi la linea che si è poi incrociata con le nostre odierne esistenze. E in realtà parlare di linee è piuttosto pertinente in questo caso! Pare infatti che Julia Augusta Taurinorum sia stata fondata a partire da un rituale etrusco-romano secondo cui la via principale, il decumano, che corrisponderebbe all’attuale via Garibaldi, successivamente via Dora Grossa, fosse allineato con il sorgere del sole. Il rito voleva che un augure o un gromatico (un esperto che definitiva le planimetrie dei terreni e degli accampamenti) o una figura che unisse un’opera di calcolo e di benedizione in qualche modo, determinasse l’orientamento della città, partendo appunto da quello che sarebbe stato il decumano illuminato nella sua lunghezza dalla luce dell’aurora. Una volta tracciata questa retta, dalla stessa si partiva per delineare tutte le altre strade perpendicolari e parallele che avrebbero costituito il classico modello ortogonale delle città romane, il castrum, e che a Torino è ancora così ben visibile nell’area denominata Quadrilatero Romano, e nel resto della città come organizzazione urbanistica. Le insulae, infatti, perfettamente squadrate, venivano formate dall’intersecazione dei cardi e dei decumani e così il perimetro della città antica possiamo ancora identificarlo a nord con via Giulio e piazza Emanuele Filiberto, proseguendo verso i Giardini…

Le incredibili curiosità di Torino, Daniela Schembri Volpe, Newton Compton. La prima capitale d’Italia, in procinto di ospitare la trentasettesima edizione del suo sempre splendido film festival, che tanto deve alla strepitosa bravura e competenza di Emanuela Martini, città elegante, raffinata, europea, cosmopolita, è tanto celebre da dare l’impressione di non poter più raccontare nulla: niente di più sbagliato, ovviamente, perché come tutti i classici non finisce mai di dire quel che ha da dire, anzi. Il volume di Daniela Schembri Volpe è un’agilissima guida e un viaggio divertente e interessante sotto ogni punto di vista. Da non farsi sfuggire.

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