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“Il giallo della villa abbandonata”

Screenshot_20200521-130236di Gabriele Ottaviani

Gomena mi accolse in una saletta riservata della libreria. Elegante e profumato, con il suo pizzetto perfettamente rifinito, l’abito grigio di sartoria, le scarpe lucide e un orologio enorme – e di gran lusso – al polso, rendeva ancora più evidente le differenze di stile, di personalità e di visione della vita tra noi due. Dietro alla sua scrivania moderna si atteggiava a fine intellettuale, trasudando spocchia da ogni poro, felice di poter dispensare a un povero cristo come il sottoscritto le perle della sua conoscenza infinita. Io, nonostante tutto, annuivo con aria ossequiosa, al solo scopo di ottenere quelle informazioni che speravo mi potessero servire.

Il giallo della villa abbandonata, Riccardo Landini, Newton Compton. Romagnolo d’origine ma nato in Emilia, appassionato di letteratura e, con ogni evidenza, data la precisione descrittiva della sua prosa, che fa letteralmente vivere le avventure che narra, è credibile in ogni tipologia di rappresentazione e non conosce tempi morti, anche di cinema, Riccardo Landini si conferma voce sempre più brillante del mondo del giallo italiano: qui narra con estrema perizia la storia di un restauratore, Astore Rossi, incaricato dall’erede di una nobildonna recentemente venuta a mancare di valutare, nella speranza che il suo giudizio si riveli per la discendente positivo in termini economici, alcuni mobili antichi presenti in una villa vecchia e male in arnese. Pare però che si tratti di paccottiglia: tranne che per un quadro, e… Da non perdere.

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“Il giallo di via San Giorgio”

51d4BuXbD-L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Aprì la porta, e…

Il giallo di via San Giorgio, Riccardo Landini, Newton Compton. Astore fa il restauratore, abita in una cittadina, è un uomo riservato, di fatto ha relazioni umane solo con l’anziana vicina di casa, che un giorno passa ai più e gli lascia in eredità una chiave. Inoltre si fa promettere di rimediare al male passato: pertanto d’improvviso e suo malgrado si trova immerso nei problemi di una famiglia non sua, nei segreti di una villa nei boschi dell’Appennino bolognese che qualcuno, costi quel che costi, non vuole assolutamente che vengano rivelati. E… Un giallo semplicemente perfetto, nella grande tradizione italiana del genere: un gioiello purissimo.

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“Di morte, d’insonnia e d’altre canzoni”

CopertinaDiMorte4.jpgdi Gabriele Ottaviani

La donna alzò lo sguardo verso la radiosveglia, sollevando leggermente la testa dal cuscino: erano le tre e ventiquattro e ancora non riusciva a prender sonno. Il giorno incombente sarebbe stato impegnativo: sei ore di lezione, una dietro l’altra, senza soluzione di continuità se non i quindici minuti di intervallo. Eppure, nonostante la stanchezza che si sentiva addosso, nonostante la tisana di erbe bevuta prima di coricarsi, il sonno tardava a giungere. Provava un dolore alla base del collo che si irradiava verso la testa e la invadeva con ondate pulsanti. Doveva cercare di non pensare a nulla, di immaginare uno schermo bianco davanti a sé dove proiettare immagini rilassanti, controllando battito cardiaco e respirazione. Ma era tutto inutile poiché un’inquietudine profonda le accelerava le pulsazioni, le affrettava il respiro, le tormentava i pensieri, senza che riuscisse a comprenderne la causa. Si trattava solamente di stress?, di stanchezza da lavoro e da preoccupazioni?, di rimpianti? Oppure quella angoscia stillante voleva rappresentare un segnale più preciso? Alla fine decise di alzarsi dal letto, tra le coperte si sentiva soffocare. Mosse qualche passo verso la cucina, dove si versò un bicchiere di latte. Dopo aver bevuto, si sedette al tavolo e prese il libro che stava leggendo la sera prima e che aveva lasciato lì prima di andare a dormire: Kafka sulla spiaggia di Murakami.

Di morte, d’insonnia e d’altre canzoni, Riccardo Landini, Clown bianco. Ezio Marvelli è un investigatore formidabile, un ispettore bravissimo che è riuscito a fermare Buio, al secolo Giano Gozzi, un serial killer armato di machete che imperversava nel Nord Italia e che durante lo scontro decisivo con Marvelli è scomparso nelle infide e freddissime acque del fiume Po: ma a quanto pare questo che letteralmente sembra essere un vero e proprio spettro del passato non ha la benché minima intenzione di abbandonare Marvelli, poiché il settentrione dello Stivale è di nuovo scosso da una sequela di delitti. Per giunta Marvelli riceve di volta in volta un inquietante messaggio, sempre lo stesso, e… Magnifico e travolgente.

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