Libri

“L’altra Grace”

51dmPuaRcTL._SX327_BO1,204,203,200_di Gabriele Ottaviani

Oh no, oh no, pensai. Mi sentii un peso sul cuore. Non può essere.

L’altra Grace, Margaret Atwood, Ponte alle grazie. Traduzione di Margherita Giacobino. A brevissimo sugli schermi di tutti coloro i quali sono abbonati a Netflix nella sua versione filmica – una produzione USA-Canada in sei puntate (che segue a brevissima distanza The handmaid’s tale, con Elisabeth Moss, Joseph Fiennes e Alexis Bledel, che ha ottenuto uno straordinario successo di pubblico e di critica, vista la qualità della sua narrazione dai tratti ferocemente distopici e drammaticamente attuali e inquietanti che ricordano in modo assai deciso in primo luogo Orwell, ma non solo) interpretata da un nutrito cast che vede nei ruoli principali attori del calibro di Sarah Gadon (A dangerous method), Edward Holcroft (London spy), Zachary Levi (Chuck), Paul Gross (Due poliziotti a Chicago), Anna Paquin (premio Oscar per Lezioni di piano) e Rebecca Liddiard, alla sua prima vera prova importante – , ma anche sugli scaffali delle librerie per tutti gli appassionati di buona letteratura: e Margaret Atwood, in questo senso, è senza dubbio una vera e propria garanzia. Canada, milleottocentoquarantatré: un ricco possidente e la sua amante vengono uccisi. Accusata del delitto, Grace finisce in manicomio. C’è chi pensa sia una santa, chi un demonio. Del resto è la vittima perfetta. È donna. È povera. Quel mondo non la ama, non può. Ma ora ha finalmente l’opportunità di raccontare a un dottore la sua storia. La sua verità… Si legge con impressionante facilità e non si riesce a farne a meno.

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