Libri

“Ladri di libri e altri racconti di bibliofilia”

51AP-yDOknL._AC_US218_di Gabriele Ottaviani

I bouquinistes conoscono il valore dei buoni libri e i grandi librai sono disposti a pagare un prezzo ragionevolmente vantaggioso quelli che per ventura capitano loro ancora tra le mani. I collezionisti che “si fanno il lungosenna” sono rimasti indietro di trent’anni. Sperano di trovare un’edizione da centocinquanta franchi in una cassetta a venticinque centesimi: si immaginano sempre che i bouquinistes siano degli illetterati. Magari ce ne sono di quelli che sanno sì e no leggere, ma anche questi sono abbastanza smaliziati. L’aspetto materiale di un libro, la data di pubblicazione, la copertina sono indizi sufficienti per farglielo mettere da parte e proporlo agli emissari delle grandi librerie che battono quotidianamente il lungosenna. Questi ultimi non hanno alcuna difficoltà a riconoscere il valore reale del libro e ad acquistarlo se appena appena conviene. Hanno da accontentare una clientela ricca, una nuova schiera di collezionisti che hanno ben poco in comune con i precedenti: banchieri, commissionari di Borsa….

Ladri di libri e altri racconti di bibliofilia, Octave Uzanne, Pendragon. Traduzione di Simona Mambrini. Chi legge non vive una vita sola, ma mille e molte di più, c’è sempre, dovunque, comunque, impara ogni giorno una cosa nuova, almeno, si arricchisce dal confronto con gli altri, è più fratello agli altri uomini, cui lo accomuna la condizione di base, l’esistere e l’appartenersi. La letteratura è un piacere, intellettuale ma anche fisico: il gusto che si prova nell’immergersi in una bella storia è tangibile, concreto, è come il sale sulla pelle quando si sta al mare. E al tempo stesso si percepisce nel medesimo modo il dolore, la sofferenza quando certe corde sono toccate, la consapevolezza di non essere soli quando ci si ritrova dinnanzi agli occhi le parole che si avrebbe tanto voluto essere stati in grado di saper esprimere. I libri sono oggetti, ma non sono inanimati, perché all’anima rispondono, e generano una passione, che può avere mille forme attraverso cui manifestarsi. Finanche il furto. L’appropriazione indebita. Del resto è difficile non essere possessivi con ciò che veementemente si desidera. E nell’incantevole Parigi della belle époque Octave Uzanne prende per mano il lettore in un avvincentissimo viaggio tra i sentimenti: da non perdere.

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