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“L’acquaiola”

41Puu+rj6-L._SX324_BO1,204,203,200_ (1).jpgdi Gabriele Ottaviani

L’avvento del nuovo secolo ha generato un trascinante impeto d’ottimismo…

L’acquaiola, Carla Maria Russo, Piemme. Oggi nel nostro paese di norma siamo abituati, salvo disservizi e calamità varie, ad aprire il rubinetto e avere in casa tutta l’acqua che vogliamo: un tempo, nemmeno troppo lontano, non è però stato affatto così. Andare a prendere l’acqua alla fonte più volte al giorno era un impegno gravoso, ma per Maria, che quindicenne manteneva sé e il padre facendo la bracciante in un paesucolo appenninico, diventare acquaiola presso il signorotto del paese in verità è stato un evento da festeggiare, perché la qualità della sua vita in quel modo sarebbe migliorata. Oltretutto in quella casa conosce Luigi, il quintogenito, che sin da subito mostra di avere una natura particolare, scabra come quella della terra in cui vivono, popolata da una varia umanità. Intenso e potente, da leggere.

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