Libri

“A me puoi dirlo”

imagedi Gabriele Ottaviani

Mi calai nella vasca vuota, lentamente la porcellana si scaldò al contatto col mio corpo…

Catherine Lacey, A me puoi dirlo, SUR, traduzione di Teresa Ciuffoletti. A parole siamo tutti accoglienti, ma nei fatti? Se qualcuno non rientra nei nostri canoni, se non riusciamo a inquadrarlo, definirlo, incasellarlo, etichettarlo, nominarlo, riconoscerlo, se non ci dà certezze, se non parla, se il suo silenzio ci destabilizza, se ci porta a metterci a nudo senza dirci nulla di sé, se siamo convinti che la nostra fede lo salverà perché così, soprattutto, prima di tutto, ci salveremo noi, e se lo riusciamo a farlo prima e meglio degli altri non è certo cosa da sottovalutare, se la sua età è incomprensibile, se di primo acchito non se ne riconosce il sesso, se la sua pelle ha un colore diverso, siamo davvero disposti a far sì che possa muoversi liberamente nel nostro mondo? Ogni provincia è un universo, ogni comunità un mondo, e il paesino in procinto di festeggiare il festival del perdono (e non c’è nulla che faccia sentire superiori al prossimo più d’un beau geste…) si trova di fronte a una sfida inattesa. E… Geniale, simbolico, splendido.

 

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