Libri

“L’accordo”

di Gabriele Ottaviani

La distanza che ci separa da noi stessi è talmente minima da essere incolmabile…

L’accordo – Era l’estate del 1979, Paolo Scardanelli, Carbonio. La perfezione non è di questo mondo, e spesso e volentieri abbiamo piena contezza di quel che possediamo soltanto nel momento in cui lo perdiamo, o siamo sul punto di smarrirlo: è nella natura umana impigrirsi, adagiarsi sugli allori, dare molto, forse troppo, per scontato. Del resto, come, meravigliosamente, ha scritto Sergio Claudio Perroni, la gente se ne va, smette di colpo, lascia in asso cuori, persone appena cominciate, bambini da finire, tutte cose che non potranno più esserlo, che fingeranno di esserlo, che lo saranno solo per mancanza e mai per presenza, perché lasciare altri a metà è quello che riesce meglio a tutti, finiscono per farlo tutti, lasciare qualcuno solo, lasciarlo ancora più solo, finché non toccherà anche a lui andarsene, lasciare un altro solo, lasciare un altro vuoto, d’altronde siamo qui per questo, siamo fatti per questo, per andarcene sul più bello di qualcun altro, promesse d’assenza sempre mantenute, cose che non smettono mai di essere state. Paolo Scardanelli, con delicatezza sublime, indaga questa percezione d’assenza con il tocco lieve dell’incanto della memoria, dando vita a un vero e proprio Bildungsroman sentimentale senza sentimentalismo alcuno che, splendido sin dalla copertina, narra l’amicizia e le prove che la vita impone di affrontare in una stagione di impegno politico e disillusione. Da leggere.

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