Libri

“La versione della cameriera”

Screenshot (160).pngdi Gabriele Ottaviani

Ormai sono mesi che gli toglie dalle camicie le tracce di sua sorella…

La versione della cameriera, Daniel Woodrell, NN, traduzione di Guido Calza. Alek ha dodici anni. Come spesso accade a quell’età, e sono doni preziosissimi, passa l’estate con la nonna. Nella fattispecie non, che so, in una campagna del viterbese, ma a West Table, in Missouri. Sua nonna si chiama Alma. È eccentrica. È orgogliosa. Non è più giovane, ma del resto altrimenti sarebbe un po’ difficile che fosse una nonna. Ha lavorato per tutta la vita come cameriera per le famiglie più ricche della città. Ha tirato su tre figli. Aveva un marito, ma era come se non ci fosse. È un’instancabile narratrice, ma la storia che più la ossessiona è quella della devastante esplosione della sala da ballo che nel millenovecentoventinove, l’anno della grande depressione, ha ucciso la sua amatissima sorella Ruby e altre quarantuno persone. Nessuno ha mai saputo come siano andate le cose, ma lei crede invece di conoscere la verità, e non vuole che si perda, non vuole che non ci sia nessuno che non l’abbia ascoltata… Daniel Woodrell è autore pluripremiato, e basta una riga di questo testo per capire perché; se di capolavori si sente parlare a ogni piè sospinto si rischia di non credere più a tale definizione come a un parametro valido, un po’ come per la storia del continuo evocare il lupo che insidia le pecore del gregge: non diremo dunque che si tratta di un capolavoro. Però lo è, e nessuno può farci nulla.

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