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“La verità vincerà”

51u7xCMa+fL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

La lotta alla criminalità è legata a un lavoro intelligente di polizia, ma anche all’offerta di lavoro, opportunità, istruzione, spazi per il tempo libero; la cultura nella favela è legata al fatto che le persone capiscano che il prefetto si sta prendendo cura di loro, che il potere pubblico è lì a prendersi cura di loro. Ma queste persone nascono abbandonate. Abbiamo bisogno di dire: chi si occuperà della pubblica sicurezza? Se deve farlo il governo federale, parliamone. E qual è il ruolo degli stati? Non può restare com’è oggi. Non esiste più l’autorità civile a Rio de Janeiro. L’intervento è stato una mancanza di rispetto nei confronti di Pezão, perché il problema non è soltanto suo. Se vai nell’Acre, nel Ceará, tutti si lamentano per la mancanza di sicurezza. Mi ricordo che nell’ambito del Pronasci avevamo un programma, le “Madri della Pace”. Andai a inaugurarlo nel Pernambuco. Si trattava di donne che si sarebbero prese cura di bambini che vivevano commettendo reati. Questi ragazzi devono poter pensare: “Qualcuno mi sta offrendo un’altra strada, una chance”. Se non la offri tu, ci pensa qualcun altro. Dunque, nella stesura del programma di governo, chiesi a Fernando Haddad178 di convocare i nostri governatori, di convocare alcuni specialisti e di provare a fare una proposta. Non serve restarsene lì solo a insultare. È inutile limitarsi a dire che i poliziotti sono assassini. Non serve dire che nessuno sta commettendo reati. Sono tutte queste cose insieme. È indispensabile riunire chi se ne intende per fare una proposta concreta.

La verità vincerà – Il popolo sa perché sono stato condannato, Lula, Meltemi. Traduzione di Ada Milani. A cura di Ivana Jinkings. È stato il presidente del Brasile. Amato da molti, detestato da altrettanti. Per la sinistra, almeno per quella che si ricollega, con una certa nostalgia, a taluni retaggi del passato che altri ritengono definitivamente superati, è un faro nella notte. Per altri un delinquente. E infatti è stato condannato a una pena molto severa. Le accuse che pendono sul suo capo come una spada di Damocle sono gravi e infamanti. Lui ritiene di essere innocente. Anzi, di essere un personaggio scomodo, e che per questo si è voluto estrometterlo. La situazione nel paese di Copacabana dal punto di vista della corruzione del resto com’è noto è da decenni, per non dire secoli, visto che l’ex colonia portoghese è stata sfruttata in maniera invereconda in lungo e in largo, assai complessa, per usare un eufemismo. Questa è la sua verità. Da non perdere.

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