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“La Sala Grande di Palazzo Vecchio e la Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci”

6860d61b4fa3ca0ac0b74780a2aef045_w200_h_mw_mh_cs_cx_cydi Gabriele Ottaviani

Tutto ciò ci riporta al poemetto latino del Dati…

La Sala Grande di Palazzo Vecchio e la Battaglia di Anghiari di Leonardo da Vinci, Olschki. La Battaglia di Anghiari, per antonomasia l’opera perduta di Leonardo da Vinci, cui la affidò Pier Soderini, gonfaloniere a vita della neonata repubblica fiorentina, nell’anno del Signore millecinquecentotré, affinché vi fosse degna e imperitura rappresentazione degli scontri fra Firenze e Milano di sessantatré anni prima, celebrando così il valore della libertas (ma l’esito fu frustrato dall’infelice scelta dell’encausto), e il più importante palazzo pubblico di Firenze sono i protagonisti di questo volume che raccoglie gli atti di un convegno a essi dedicato tenutosi quattro anni fa e che ne approfondisce ogni dettaglio da vari punti di vista. La cura del testo, esemplare, si deve a Roberta Barsanti, direttrice della Biblioteca Leonardiana e del Museo Leonardiano e della Casa Natale di Leonardo, Gianluca Belli, professore associato in Storia dell’Architettura interessatosi, per esempio, agli spazi del mercato e del mercante nella città medievale, l’architettura domestica nella Firenze del Quattrocento, l’architettura camaldolese, le trasformazioni urbane di Firenze nel XIX e nel XX secolo, Giuliano da Sangallo, Giulio Romano, Bartolomeo Ammannati, Giorgio Vasari e non solo,  Emanuela Ferretti, laureata in Architettura, specializzata in Archeologia e Storia dell’Arte nonché, fra le altre cose, dottore di ricerca in Storia dell’Architettura e dell’Urbanistica, e Cecilia Frosinini, funzionario storico dell’arte dell’opificio delle pietre dure: da leggere, rileggere, far leggere.

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