Libri

“La mia avventura nel West”

Screenshot (13).pngdi Gabriele Ottaviani

A ogni angolo incontravo gente che possedeva da un migliaio a 30000 piedi di giacimenti d’argento non sfruttati…

La mia avventura nel West, Mark Twain, Mattioli 1885, traduzione di Livio Crescenzi. Probabilmente in un dizionario illustrato della lingua italiana alla voce ironia si accompagna l’immagine del suo volto: se non è così, quantomeno si può dire, senza timore di essere smentiti, che l’idea potrebbe a buona ragione dimostrarsi appropriata, in quanto la prosa di Mark Twain, così frizzante da apparire più che contemporanea, mentre in realtà ormai da decenni e decenni su di essa la polvere del tempo, che Mattioli, con azione di recupero sempre meritoria, soffia via d’un fiato, si deposita impietosa, è semplicemente scintillante. E stavolta il geniale scrittore, che nel milleottocentosessantuno si fa più pioniere dei pionieri, è alle prese con l’epica e l’ipocrisia del mito della conquista: imprescindibile.

 

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