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“La lista degli stronzi”

71T4XpH9Q5L._AC_UY218_di Gabriele Ottaviani

Avevano dovuto ricostruire la storia dopo che lei era morta, attraverso gli amici, la sua coinquilina, la polizia. Non avevano mai scoperto chi fosse stato. Non qualcuno con cui lei aveva una storia seria. Le sue amiche ne erano certe. Era successo dopo una festa, una botta e via. Poi lei aveva scoperto di essere incinta. Lo Stato dell’Indiana era sempre stato severo. All’epoca, nel 2016, Pence, che era governatore, aveva firmato una legge che proibiva alle donne di abortire in seguito a una diagnosi di disabilità. La legge proponeva anche di rendere pubblica l’identità di chi sceglieva di abortire, di organizzare un funerale al feto e di sottoporre le donne a un’ecografia almeno diciotto ore prima della procedura. (Tutto questo ovviamente molto pima di quel che era accaduto – chissà cosa – a Pence in quella camera d’albergo a Washington. Nessuno lo aveva mai saputo con certezza. Pence si era dimesso e aveva negato tutto, ma i pettegolezzi si sprecavano: era stato incastrato dai Clinton, era stato incastrato dai Trump per lasciare posto a Ivanka, l’avevano trovato strafatto di popper mentre faceva un pompino a un bambino nero. Non era accaduto niente. Era accaduto di tutto. Alla fine, nel casino generale, nessuno aveva mai capito cosa fosse successo davvero. «Mike Pence non era granché in sintonia con le mie idee o la mia elezione!» aveva scritto Trump all’epoca su Twitter). Ad ogni modo, nel 2017, dopo che Pence era diventato vicepresidente, il nuovo governatore, Holcomb, aveva firmato una legge che richiedeva a chi praticava l’aborto di riferire agli organismi statali informazioni nel dettaglio sulla paziente. Quelli a favore sostenevano che la legge avrebbe garantito un aborto sicuro, ma in realtà serví solo a stigmatizzare la procedura. Le associazioni dei diritti civili provarono a dare battaglia e persero.

La lista degli stronzi, John Niven, Einaudi. Traduzione di Marco Rossari. Ce n’è una marea: sono gli ipocriti, i disonesti, i falsi, i bugiardi, i traditori, i ruffiani, i vanagloriosi, i raccomandati, i prepotenti, i razzisti, gli omofobi, i qualunquisti, i violenti, i ladri, i delinquenti, gli evasori, i crudeli, quelli che hanno sempre una parola cattiva per tutti, quelli che agiscono per gratuita meschinità e non rispettano nemmeno gli ultimi desideri di una persona che dicono, ma solo perché dirlo salva le apparenze, di amare, quelli che sono miserabili e orgogliosi di esserlo, quelli che guardano gli occhi degli altri convinti di trovarvi una pagliuzza ma che in realtà sono accecati da due enormi travi, come e più di Polifemo, quelli che conoscono solo l’imbroglio e il sotterfugio e quindi danno per scontato che anche gli altri sappiano comportarsi solo e soltanto in quella maniera, quelli che criticano i figli degli altri quando i propri pur di non far crescere loro i nipoti li affidano letteralmente al primo che capita ancora in fasce, e inoltre mentono sulle lauree, mentono sul lavoro, rubano loro persino i soldi dal portafogli e non è per qualche merito che finiscono sul giornale, ma solo perché indagati per qualche maxitruffa, quelli che vivono di certezze, quelli che non valgono nulla e si credono chissà chi, quelli che non sono altro che perdenti di presunto successo, quelli che non sanno niente e mettono bocca su tutto, quelli che… C’è una icastica definizione per loro: gli stronzi. La lista è lunga, ognuno di noi ne conosce parecchi, e sovente purtroppo ci è persino imparentato: Niven la compila, e descrive alla perfezione l’umanità. Ovvero tutti noi. Impeccabile e imperdibile.

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