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“L’ombra del maestro e altri racconti dell’invisibile”

di Gabriele Ottaviani

La vita non ha età…

L’ombra del maestro e altri racconti dell’invisibile, Gianni Eugenio Viola, La lepre. Eh sì, è proprio vero, ci sono più cose in cielo e in terra di quante non ne sogni la nostra filosofia, e Gianni Eugenio Viola lo dimostra con questa elegantissima antologia di racconti, fantastici, perturbanti, intriganti, maestosi, raffinati, ricchissimi di livelli di lettura e chiavi di interpretazione, allegorici, simbolici, in cui indaga la condizione umana in ogni sua peculiarità, narrando di prestigiatori, scrittori, locande misteriose e persino lampadine magiche, penetrando il mistero che seduce tutti i viventi, che cercano inesausti un senso al loro vagare. Eccellente.

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“Il signore delle furie danzanti”

di Gabriele Ottaviani

Ofonio era un greco ancora giovane, riccio di capelli, panzuto e sorridente. Aveva pelle scura, un grosso naso unto e sopracciglia folte; e poi ventre prominente, gambe corte e arcuate, mani ruvide e callose. Non era gran che, insomma, però aveva una dentatura bianchissima, un sorriso contagioso e, si diceva, un batacchio asinino…

Il signore delle furie danzanti, Luigi De Pascalis, La lepre. Come sempre l’arte, se di prestigio e di valore, parla alla contemporaneità anche, per non dire soprattutto, nel momento in cui inventa mondi altri, si proietta nel futuro o si rifugia nel passato: l’impero romano del quarto secolo dopo Cristo, ricostruito da Luigi De Pascalis con acribia formidabile, è una efficacissima allegoria delle contraddizioni del nostro tempo fluido, protervo, misero, senza punti di riferimento, delle sue abiezioni, della sua decadenza, delle sue aspirazioni al sublime sovente irreparabilmente frustrate, delle sue fragilità e frammentazioni. Emerge, dal Tevere ancora biondo, nell’anno trecentosessantasei, in una Roma che non è più capitale, in un impero che non è più unito, in un mondo in cui nemmeno la religione è più unica e sola, perché il cristianesimo, guidato da vescovi in conflitto reciproco, si è imposto, ma resiste il culto pagano, il cadavere di una sconosciuta, che ha un anello che fa pensare che fosse seguace di Dioniso: e Caio Celso, magistrato seguace di Mitra e appassionato della filosofia senecana, indaga, immergendosi in una realtà in cui nulla è come appare. Splendido.

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“Mia nonna d’Armenia”

di Gabriele Ottaviani

Così passano i giorni, uno uguale all’altro, senza troppi dolori ma con tanta tristezza.

Mia nonna d’Armenia, Anny Romand, La lepre. Traduzione di Daniele Petruccioli. Prefazione di Dacia Maraini. La Turchia, che sullo scacchiere internazionale pare muoversi con sempre maggiore arroganza, ancora lo nega, ma la storia, anche se, come diceva Gramsci, le difettano gli allievi, è un’eccelsa maestra, e, come recita un famoso adagio, le chiacchiere stanno a zero: gli armeni sono stati massacrati, hanno subito, nella loro storia, una persecuzione tremenda e violenta, e troppo poco ancora si sa e se ne parla. Anny Romand, un giorno, sei anni fa, mettendo in ordine le cose di famiglia, si imbatte in un quaderno di cui ignorava completamente l’esistenza, il diario di sua nonna, colei che di fatto l’ha cresciuta e con cui spesso parlava, che, scritto in tre lingue, francese, armeno e greco, con una sapienza compositiva commovente, come testimoniano in maniera incontrovertibile gli stralci riportati, integrando quel che l’autrice, che si sente ripiombare addosso tutto l’orrore dello sradicamento e della devastazione, racconta del viaggio di un gruppo di donne e bambini nel millenovecentoquindici attraverso il deserto dell’Anatolia, fra morte e desolazione. Lirico, straziante, monumentale.

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“Favole in rivolta”

Catturadi Gabriele Ottaviani

Ma perché proprio a me è capitata questa disgrazia?

Favole in rivolta, Violante Brandolini D’Adda, La lepre edizioni. Illustrazioni di Isabella Collodi. Dottoressa in Lettere, non è evidentemente un caso che Violante Brandolini D’Adda si sia specializzata in Inghilterra nel restauro di tessuti antichi e arazzi: conosce la finezza della tessitura d’una trama, sa come costruire un intreccio, è abile nel far sì che ogni parola squarci il velo su un mondo e una possibilità di interpretazione. Questo suo libro è un viaggio intenso e vivace nelle possibilità infinite e salvifiche della letteratura, che è sempre emblema d’amore e occasione di ribellione: da leggere.

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“Dioniso nei frammenti dello specchio”

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Tutto si trova ancora allo stato fluido…

Dioniso nei frammenti dello specchio – L’opera alchemica, i misteri del mondo antico, l’autore come ricerca del Sé, Alessandro Orlandi, Irradiazioni – La lepre edizioni. Prefazione di Gabriele La Porta. A lungo insegnante liceale di matematica e fisica, da tempo editore coraggioso con una chiara visione dell’arte, della letteratura, della cultura e dell’impegno politico, civile e sociale nell’accezione più vasta, varia ed elevata che si possa a buona ragione attribuire a questi termini, Alessandro Orlandi è l’autore cui si deve questo testo articolato, complesso e d’ampio respiro, dotto ma mai ostico o didascalico, che, accompagnando il lettore attraverso quello che Jung chiamava processo di individuazione del sé, non trascurando di indagare i misteri del mondo antico, l’opera alchemica, che fa della trasformazione in oro del piombo una quintessenza simbolica, e l’amore, forza demiurgica, taumaturgica e generatrice, realizza un’accurata, originale e approfondita esegesi della crisi del nostro tempo e del nostro mondo, soprattutto sotto l’aspetto spirituale, sempre più trascurato da una certa visione prepotente delle cose che considera vincente solo chi più si affanna sulla china dell’abiezione, della grettezza, dell’abbrutimento, dell’avidità. Da leggere.

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“La pazzia di Dio”

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Io e Polpetta ci teniamo fuori dal suo giro…

La pazzia di Dio – La generazione della grande guerra, Luigi De Pascalis, La lepre edizioni. L’uomo è folle, si sa, è evidente, i suoi comportamenti spesso sono incredibilmente, incomprensibilmente, immotivatamente e incommensurabilmente feroci, ma anche i disegni di Dio, va detto, in molte occasioni sono talmente imperscrutabili che comunque, quand’anche si possegga la fede più incrollabile, è davvero difficile non rimanere interdetti e sgomenti. La scuola di Francoforte si è a lungo domandata se fosse addirittura legittimo o meno continuare a parlare di bellezza dopo la Shoah, ed è impossibile non chiedersi dove sia Dio, che è per definizione onnipotente, e dunque potrebbe evitare il male gratuito, se volesse, ogniqualvolta ci si imbatte nelle lacrime di un bambino: nei primi decenni del secolo ventesimo i fiori più profumati di un’intera generazione sono stati recisi dalla grande guerra e dall’epidemia di spagnola, ed è un massacro che ancor oggi lascia attoniti. È di questo che parla, con sopraffina eleganza, De Pascalis con la sua saga familiare in cui alla storia individuale fa da contraltare e corrispondenza quella collettiva, con l’iniziale maiuscola: magistrale.

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“Lilus Kikus”

download (1)di Gabriele Ottaviani

Si lasciava invadere dalla sofferenza e sembrava che tutti vi penetrassero.

Lilus Kikus, Elena Poniatowska, La lepre edizioni. A cura di Tiziana Masucci. In tempi come questi, bui, protervi, rabbiosi, egoisti, cattivi, crudeli, malati, malsani, ipocriti, violenti e invidiosi, la magia è la risposta, l’evasione in un mondo altro, più puro, il ricorso alla fiaba, domanda che ha in sé tutte le risposte, tenerezza senza malizia, gentilezza sincera, quintessenza di dolce speranza: è lo sguardo schietto dell’infanzia, capace di trasformare il mondo e di renderlo migliore, di leggervi tra le righe inaspettate possibilità, quello che indaga e descrive, con dovizia di dettagli e prosa lirica, Elena Poniatowska, che in meno di cento pagine cesella un capolavoro di grazia, commovente e magnetico, che fa bene all’anima e la abbellisce.

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“Chut! Zitto!”

copertina_0055di Gabriele Ottaviani

Una volta, uno dei ragazzi della classe legò con uno spago la punta dell’uccello del ragazzo seduto nel banco dietro di lui. I loro banchi erano allinearti. Quello davanti dava dei colpetti allo spago per far eccitare il ragazzo dietro.

Chut! Zitto! – Storia di un’infanzia, Raymond Federman, La lepre edizioni. Traduzione dal francese di Francesca Milaneschi. Nel luglio del millenovecentoquarantadue Raymond ha quattordici anni compiuti da poco. Diventerà poeta, saggista, traduttore, critico, accademico, ma in quel momento il futuro è ancora tutto completamente da scrivere, è solo un ragazzino spaventato che la mamma chiude in un nascondiglio buio in un appartamento a Montrouge dicendogli di stare zitto perché i nazisti stanno compiendo un rastrellamento. Finito il quale, Raymond riemergerà alla luce. Solo al mondo. Privato di tutto. Questo romanzo travolgente e sublime, degno del miglior Musil, è la sua storia. Eccezionale.

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“Il segreto di Ippocrate”

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Presto dovetti ripartire, questa volta da solo…

Il segreto di Ippocrate, Isabella Bignozzi, La lepre edizioni. Per ventidue anni odontoiatra, e dunque evidentemente avvezza all’arte medica, Isabella Bignozzi, con stile bello e raffinato, frutto evidente d’un’attenta ricerca, conduce con mano sicura, avvalendosi della lettura del corpus delle opere attribuite al suo protagonista, il lettore lontano non tanto nello spazio quanto nel tempo, portandolo a fare la conoscenza di un personaggio senza dubbio fuori dall’ordinario, che è rimasto nella storia, che ancora oggi rappresenta il nume tutelare di chi si prefigge come obiettivo quello di curare, salvare, proteggere la vita e la salute, sommo fra i preziosi beni, delle persone: Ippocrate. Che, ormai anziano, riavvolge la pergamena della sua esistenza, e affida al suo prediletto allievo le memorie… Un gioiello.

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“La gatta della regina”

71aS1o2QPJL._AC_UY218_ML3_di Gabriele Ottaviani

Dal primo istante il giovane si sentì accolto dall’abbraccio energico di quella città…

La gatta della regina, Domitilla Calamai, Marco Calamai De Mesa, La lepre edizioni. Dopo La mantella rossa (ma non si tratta meramente di un sequel, anzi, i volumi sono assolutamente indipendenti, e possono essere letti nell’ordine che più si gradisce, non perdendo affatto nulla in termini di ricchezza narrativa) Marco Calamai De Mesa – ingegnere, dirigente sindacale, giornalista presso diverse testate, italiane e spagnole, paese di cui ha origini, e il cui re lo ha decorato per meriti civili, funzionario Onu in America latina e Medio Oriente, consigliere speciale della Coalition Provisional Authority in Iraq (Nassiriya), dimessosi in aperta polemica con l’occupazione americana, autore di saggi e libri su Spagna, America latina, Kosovo e Iraq come Diario da Nassiriya, che ha ispirato la miniserie di Michele Soavi con Raoul Bova, e l’autobiografia Contromano – e sua figlia Domitilla – tra i mille talenti anche giornalista, scrittrice, diplomatasi all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio D’Amico” con uno spettacolo ispirato a Pirandello e diretto da Andrea Camilleri, in passato organizzatrice di festival cinematografici, responsabile stampa di Bim Distribuzione, segretario generale dell’Associazione dei Canali Tematici Italiani e responsabile della comunicazione dell’Istituto Cervantes di Roma, nonché autrice di Tutta colpa di Fidel, romanzo d’esordio divenuto poi un film con Stefano Accorsi, Julie Depardieu e Nina Kervel, diretto da Julie Gavras e prodotto da Les Films du Worso e Gaumont – tornano a scrivere assieme con prosa bella, intensa, ampia, avvolgente, avvincente, profonda, ricca di dettagli e sfumature, prendendo le mosse dalla storia di un loro lontano antenato ai tempi della reconquista, della persecuzione antiebraica e antiislamica delle corone riunite d’Isabella di Castiglia e Ferdinando d’Aragona, della presa di Tenerife, splendido paradiso che però in breve tempo diviene troppo angusto per tre fratelli, figli del succitato avo, in cerca di sé. E così Àlvaro s’immerge negli affari e diviene diplomatico per Andrea Doria presso l’imperatore Carlo V, assieme a una fascinosa nobildonna genovese, Camilla Parodi, Inés diviene dama di compagnia dalla regina Giovanna la pazza, donna poliedrica, forte, fragilissima e vessata, e a Toledo si innamora di Maria Pacheco, la donna che guida la rivolta dei comuneros, Juan si imbraca per le Indie, e… Monumentale e da non perdere.

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