Libri

“La fine di Wettermark”

51Tj7koXU4L._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Completato il tutto, si sentì meglio. Un po’ ridicolo, forse, ma comunque meglio.

La fine di Wettermark, Elliott Chaze, Mattioli 1885. Traduzione a cura di Livio Crescenzi. Wettermark si chiama Cliff. Ed è un uomo. Finito. La sua carriera si è avvitata su di sé fino a tramutarsi in un asfissiante vicolo cieco. Non ha soldi. Non sta bene. Sua moglie nemmeno. Vorrebbe scrivere un romanzo di successo ma non ha i numeri per farlo. Segue come cronista per un piccolo quotidiano locale il caso di una rapina in banca, e decide di passare all’azione. Di essere il protagonista e non il narratore della cronaca. Senza complici, che creano solo problemi. Sembra che Soriano, Chandler, Faulkner, Fante e Steinbeck si siano messi d’accordo per passare di qui: più che un noir (ma il genere è solo una mera categoria fatta per essere trascesa) un’apoteosi.

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