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“La canzone di Tommy e Blu”

61l4dCl6LLL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Ricordo ad esempio di una certa Marina che conobbi nella biblioteca dove andavo a studiare tutti i pomeriggi dopo le lezioni. Lei frequentava Psicologia e una sera, dopo un inutile pomeriggio di non-studio in cui avevamo passato tutto il tempo a scambiarci sguardi ammiccanti, mi avvicinò con la scusa di propormi un sondaggio sull’importanza che i giovani davano al sesso in un rapporto di coppia. Ci mettemmo insieme e per un po’ provammo a mettere in pratica i risultati di quel sondaggio, ma la storia durò poco. Ogni volta che andavamo a letto mi chiamava con i nomi di ragazzi sconosciuti e poi scoppiava a piangere piena di sensi di colpa. La lasciai prima di sviluppare una sindrome isterica di multipersonalità. Tempo dopo mi misi con un’altra tipa strana, che si chiamava Beatrice, conosciuta una sera a un concerto dark. Vestiva sempre di nero, era fissata con la poesia crepuscolare e concepiva l’amore solo come una eterna sofferenza che voleva sublimare con istinti suicidi. Anche con lei il rapporto terminò presto, prima che fossi costretto ad andare al suo funerale.

La canzone di Tommy e Blu, Paolo Mattana, Manni. Quando la incontra per la prima volta ha nove anni. Come Dante quando vede Beatrice. E la reazione è pressappoco la medesima: lui sa che lei è la donna della sua vita. Lui è Tommy. È il quarto di quattro fratelli. Non è ricco. Vive in periferia. È circondato d’amore. Ha paura di essere solo. Ama il pallone. Adora la musica. Lei è Blu. E già dal nome si capisce che l’estrazione sociale è lievemente diversa. È figlia unica (e meno male, viene da dire, perché con ogni probabilità i suoi genitori, che la affidano sempiternamente a cuoche e tate, sarebbero stati capaci di avvalersi di tutto l’arcobaleno per chiamare gli altri rampolli…), cambia città ogni due per tre ed è come una Tillandsia: senza radici. I due si incontrano, crescono, e… Delicato, divertente, emozionante, empatico ed empatizzante, credibile: da leggere, rileggere, far leggere.

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