Libri

“La baia”

image002di Gabriele Ottaviani

Guarda le stelle, visibili all’orizzonte. Non può permetter­si di pensare che siano luci di navi, o della terra. Non può permettersi di immaginare il calore, il cibo, la salvezza che potrebbero significare. Meglio che siano solo stelle, là fuori nello stesso infinito in cui è lui. Che non siano davvero dei fari.

La baia, Cynan Jones, 66thand2nd, traduzione di Gioia Guerzoni. Scrittore, nonché docente all’università di Aberystwyth, gallese pluripremiato che con The edge of the shoal, tratto proprio da La baia e pubblicato nientedimeno che sul New Yorker, tre anni fa si è aggiudicato, e non è certo il primo dei riconoscimenti di prestigio che conquista, il BBC National Short Story Award, Cynan Jones narra la storia di un uomo senza nome né memoria che non sa perché, né da quanto tempo, si trovi alla deriva in mezzo all’oceano, malmostoso, indomabile e imprevedibile, su un kayak devastato da un fulmine, in balia delle onde. Poi, pian piano, i ricordi riaffiorano: doveva pescare, doveva spargere in mare le ceneri del padre, a riva lo attende una donna. La moglie. Incinta. Epico come Melville, solenne come un peana, il testo di Jones è una deflagrante dimostrazione di potenza letteraria. Eccellente.

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