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“Irrazionalità”

91VSbgfmOYL._AC_UL320_di Gabriele Ottaviani

Che Donald Trump sia un bugiardo è fatto acclarato, come il dimorfismo sessuale nella rana pescatrice o l’orbita della terra intorno al sole. Ma stiamo davvero affrontando qui un caso di mendacità moralmente colpevole, o c’è qualcosa nella sua cognizione che lo costringe a mentire, distorcere e fantasticare senza, in generale, rendersene conto? Per i greci questa sarebbe una distinzione senza alcun reale significato: non punivano i trasgressori solamente se questi avessero potuto condursi altrimenti; punivano in base alla natura dell’atto stesso, e non in riferimento a un’interpretazione della condizione morale dell’agente. Ma noi siamo diversi…

Irrazionalità – Storia del lato oscuro della ragione, Justin E. H. Smith, Ponte alle grazie. Traduzione di Andrea Branchi. Il cuore ha le sue ragioni che la ragione non conosce, si sa. Al tempo stesso, però, soprattutto in questo nostro mondo sempre più ingrommato di allarmismo, emotività, isteria, bufale, invidia, razzismo e parossismo, avere un atteggiamento sobrio, serio, razionale, ragionevole, ponderato e maturo si manifesta come una rarità sempre più necessaria. Ma, come insegna Eraclito, è dal suo contrario che trae senso ogni cosa: se non conoscessimo il caldo non potremmo avere esperienza del freddo, se non avessimo idea del bene non potremmo comprendere cosa sia il male. L’irrazionalità e la ragione, dunque, sono molto più connesse di quanto comunque si possa immaginare, in modi anche sorprendenti, come quelli che Smith mostra, in un’opera profonda, ampia, dotta, densa e significativa, che induce a un’ampia e variegata riflessione. Da leggere.

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