Libri

“Io non ti lascio solo”

di Gabriele Ottaviani

Siamo morti…

Io non ti lascio solo, Gianluca Antoni, Salani. Il cane di Filo si è smarrito durante un temporale. E straziante come un lampo che lacera il buio è il dolore che Filo, che è solo un bambino, prova. E c’è un solo antidoto alla pena: l’amicizia, ammesso che esista, ammesso che sia sincera. Filo è fortunato: accanto a sé ha Rullo, e i due scappano di casa, affrontano l’oscurità, battono i boschi palmo a palmo, si spingono fino alla cascina di Guelfo Tabacci, uno schivo montanaro di cui si mormora che anni prima abbia ucciso suo figlio. E così, in quell’estate di cui restano un paio di diari, perché la scrittura immortala, eterna, conserva, custodisce, cura, lenisce e tramanda, quando tutto muta irreparabilmente crescono sì, ma mantengono intatto un nucleo di splendente innocenza. Eccezionale.

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“Io non ti lascio solo”

41oChsci2nL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Getto lo sguardo fuori dalla finestra. L’ombra del crepuscolo avvolge il paese. La scientifica ha messo sotto sopra la casa e la tenuta. Non ha rilevato nulla di anomalo. Impronte del padre e del figlio ovunque. Nessun segno di sangue o altro. Se fosse stato rapito solo un fantasma potrebbe farlo senza lasciare alcuna traccia. Stesso risultato del nucleo cinofilo. Hanno allargato il raggio di ricerca di qualche altro chilometro. L’ipotesi del bambino di due anni in fuga o perso nei boschi può essere archiviata. L’uomo appostato dal medico non riporta nulla di anomalo. Attività ordinaria da contadino, anche con tutti quegli agenti dentro casa. È dotato di un binocolo a infrarossi, controllerà gli eventuali movimenti anche di notte.

Io non ti lascio solo, Gianluca Antoni, IoScrittore. Quando un caso resta aperto è come un’eco che non cessa mai di ripetere il suo lugubre suono, una ferita i cui labbri non riescono ad aderire, un dolore che non passa: perché è molto peggio non sapere che conoscere anche la più orribile delle verità. La storia che tormenta il maresciallo De Benedittis, a cui ormai non manca molto per godersi la pensione e di conseguenza il più che meritato riposo, è quella di Tommaso. Un bimbo di due anni. Scomparso. Da trent’anni. E mai più ritrovato. Finché un giorno non vengono rinvenuti i diari di due ragazzi, e… Intenso, emozionante, convincente, coinvolgente, ben scritto da ogni punto di vista.

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