Libri

“In cima al mondo, in fondo al cuore”

67677g.jpgdi Gabriele Ottaviani

Non si può fare fagotto e trovare la felicità altrove, come un abat-jour da comodino che sta bene anche in sala; altrove si è fuori posto, come un animale in un ecosistema diverso.

In cima al mondo, in fondo al cuore, Mario Coppola, Giunti. Michelangelo è ambizioso. Vuole diventare qualcuno. In realtà lo è già, come tutti. Ognuno di noi è qualcuno, ma per qualcuno esserlo evidentemente non è abbastanza. Insegue il successo perché vuole la felicità. E non si accorge di quello che ha. Certo, la frustrazione che si ricava dal continuo sbatacchiare contro il muro di gomma delle regalie e della totale assenza di meritocrazia in Italia è tale che in più di qualche occasione ti senti addosso i panni stretti e fragili di una falena che non trova l’uscita della stanza in cui è volata per sbaglio e continua il lento stillicidio della sua agonia mortifera bruciandosi sempre di più le ali contro la luce che la attrae, e quindi hai voglia di andare via. Partire e non tornare. Lasciarti tutte le brutture alle spalle. Verso la meta. Che il più delle volte è Londra. E così fa Michelangelo. Che però non ci mette molto ad accorgersi del fatto che non tutto ciò che riluce è oro, e a sentirsi come il nuraghe della Follia di Almayer di Magritte, con le radici piantate nel niente… Un vero e proprio romanzo generazionale e di formazione scritto con grande profondità, credibilità e asciuttezza, lieve ma mai banale: da non perdere.

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