Libri

“Quel che affidiamo al vento”

978885667463HIG_be73eb2ed371c82a1ce0ab2f69b81e5adi Gabriele Ottaviani

Le cose ci sono anche quando non le vediamo, le persone che spariscono dal quotidiano non è detto che scompaiano del tutto, per dire, anzi…

Quel che affidiamo al vento, Laura Imai Messina, Piemme. Nata a Roma ma trasferitasi giovanissima a Tokyo dove si è addottorata alla Tokyo University of Foreign Studies, docente universitaria, Laura Imai Messina, prendendo le mosse dal dramma reale dello tsunami di nove anni fa, conduce il lettore con mano sicurezza, dolcezza incomparabile, infinita tenerezza, grazia, eleganza ed empatia senza traccia di retorica, in un luogo che, come l’amore e il suo miracolo, esiste davvero, nel Giappone nordorientale, un amplissimo e meraviglioso giardino lungo il ripido Kujira-yama, la cosiddetta Montagna della Balena, chiamato Bell Gardia, laddove è installata una cabina telefonica che ha un apparecchio scollegato. E che dunque proprio per questo motivo può realmente portare la voce di chi lo adopera ovunque, soprattutto lì dove altrimenti, se funzionasse sul serio, non potrebbe mai arrivare, nel mondo di chi è scivolato dall’altra parte, condannando allo strazio della permanenza chi rimane di qua, senza più chi ama, che sia un genitore, un coniuge, un figlio. Un giorno lì arriva Yui. È una donna. Ha trent’anni. Ha perso tutto. Non vuole che vada perso anche il giardino, a costo della sua stessa vita. E… Splendido, fa bene all’anima, la cura e migliora.

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Libri

“Non oso dire la gioia”

51tIFXmr99L._SX323_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Sul cuscino corvi solitari si puliscono le penne.

Non oso dire la gioia, Laura Imai Messina, Piemme. Clara è sposata. Ma non ama suo marito. Vuole un figlio. Ma non riesce a concepirlo. Poi, però… Marcel soffoca. La madre lo assilla. Ha un amico, Jean, che si comporta con lui in modo più che possessivo. E lui, invece, ha solo dentro un vuoto enorme, quello lasciatogli dalla mancanza di una figura che non ha mai fatto parte della sua vita, il padre che non ha mai conosciuto. È in cerca di sé. E di pace. E incontra Momoko. Una donna. Giapponese. L’incarnazione, per lui, della felicità. Una gioia che ha paura anche di pronunciare ad alta voce, perché teme che svanisca come un desiderio il cui segreto è stato violato. Catullo insegna: non devono sapere gli altri il numero dei baci che si scambiano gli amanti, perché la loro invidia cagionerà malefici. E infatti… Emozionante, potente, elegante.

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