Cinema

“Il sentiero della felicità”

il_sentiero_della_felicit3di Gabriele Ottaviani

Paola Di Florio e Lisa Leeman scrivono e dirigono Il sentiero della felicità, biografia di Paramahansa Yogananda, l’autore di Autobiografia di uno yogi, un classico della letteratura spirituale che ha venduto milioni di copie in tutto il mondo, e si dice che fosse tra i volumi preferiti persino di Steve Jobs, oltre a essere quello che ha introdotto al misticismo orientale tra gli altri George Harrison. Lo yoga non è una moda, né un esercizio ginnico: è una filosofia di vita, che punta a riscoprire la luce interiore che c’è in ognuno, la positività, che deve guidare tutte le azioni, un messaggio di pace e di speranza che, soprattutto in tempi di guerra, suona indispensabile. Yogananda ha fatto conoscere a inizio Novecento lo yoga e la meditazione al mondo occidentale, ha incontrato i più grandi, in primis Gandhi, ed è un nume tutelare ancora oggi per moltissime persone. Il film è stato girato in tre anni, vi hanno partecipato trenta paesi, esplora il mondo dello yoga, antico e moderno, orientale e occidentale: pur non brillando per particolari pregi dal punto di vista della confezione meramente filmica, è interessante, fa rilfettere e si lascia guardare.

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