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“Il romanzo dell’anno”

71Uez3F9WuL._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Donnie Darko non è nient’altro che una storia d’amore…

Il romanzo dell’anno, Giorgio Biferali, La nave di Teseo. Biferali è giovanissimo, ma la maturità e la solidità della sua stentorea, limpida, policroma voce narrativa non temono nulla: scrivemmo di lui che sa dare voce alla verità con un’opera in cui non è possibile non immedesimarsi, e che lascia letteralmente senza fiato, perché pare di leggere la propria biografia non autorizzata, come se qualcuno avesse messo nero su bianco i pensieri che nemmeno ci si era accorti di pensare, e non è possibile non confermare e ribadire quanto già sostenuto. Se possibile, Biferali migliora persino, è sempre più bravo, più intenso, più profondo, più capace, più solido, più raffinato: non conosce retorica, indaga il sentimento senza essere mai sentimentale. E dire che sdrucciolevole è il parlar d’amore sopra ogni cosa; si sa, non c’è nulla di più ridicolo, specialmente in questa nostra società sempre più invidiosa, cinica, rabbiosa, cattiva, precaria e reificante, che tutto fagocita, riduce a una storia d’Instagram, quindici secondi che non restano nella memoria più di ventiquattr’ore, delle lettere d’amore scritte da qualcuno che non siamo noi, dalle cui emozioni ci sentiamo estranei, al quale ci riteniamo con superbia superiori: invece le lettere che Niccolò, che non ha più nessuno a parte il fratello minore e i nonni nella casa adiacente e che lavora per quanto di più effimero esista, ossia la tv, scrive alla sua Livia, che è in coma dalla notte di Capodanno, quando scappava via dalla loro lite e dalla loro rottura e ha fatto un incidente col motorino, sono la magnifica costruzione di un amore che non solo spezza le vene delle mani, mescola il sangue col sudore, non ripaga del dolore e sale fino al cielo, ma salva e dà pace. Eccezionale sin dalla copertina, classico eppure originale.

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