Libri

“Il ricco e il povero”

di Gabriele Ottaviani

Mentre guardava, vide che il fuoco si propagava…

Il ricco e il povero, Irwin Shaw, Bompiani, traduzione di Attilio Veraldi, introduzione e cura di Mario Fortunato, che ha completamente ragione, ed esprime il concetto come in tutta onestà davvero meglio non si potrebbe, quando dice che il romanzo è tuttora l’unico strumento affidabile di conoscenza che l’umanità abbia elaborato per riuscire a comprendere qualcosa di sé stessa. Sposato con un’orfana, figlio di un piccolo commerciante migrato negli Stati Uniti da un altrove meno ricco e felice esattamente come colui che gli ha dato vita sulle pagine, al secolo Irwin Gilbert Shamforoff, scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e produttore cinematografico, il protagonista di questo romanzo, una saga familiare d’amplissimo respiro scritta con prosa fluviale, potente e credibile, da cui quasi quarantacinque anni fa è stata tratta la serie sul piccolo schermo che ha lanciato Nick Nolte nel firmamento delle stelle della settima arte è l’epica incarnazione e l’ennesima ma niente affatto banale, tutt’altro, declinazione del sogno americano nelle sue molteplici sfaccettature, specialmente quelle più oscure e discutibili: maestoso e magnifico.

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