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“Un futuro più giusto”

di Gabriele Ottaviani

La trasformazione digitale ha in sé la potenza per attivare un processo, ma…

Un futuro più giusto – Rabbia, conflitto e giustizia sociale, Il Mulino. A cura di Fabrizio Barca e Patrizia Luongo. La società contemporanea è sempre più rabbiosa, astiosa, violenta, invidiosa, e nonostante la messe di possibilità che ognuno di noi, chi più chi meno, ha a disposizione, a prescindere dal ceto e dal censo, la sperequazione sociale è sempre più marcata, dolorosa, inaccettabile. Come cambiare? Come costruire un mondo migliore? Come raggiungere, davvero, il progresso? Questo volume interessante e leggibile riflette su questo e molto altro, ponendo domande e proponendo soluzioni.

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“Andare per l’Italia degli intrighi”

di Gabriele Ottaviani

In tutte le stragi c’è lo zampino di qualche servizio segreto…

Andare per l’Italia degli intrighi, Fabio Isman, Il Mulino. La storia del nostro paese è ricca di misteri, passaggi oscuri, verità mai rivelate, inganni, sotterfugi, mistificazioni, identità nascoste: del resto sovente il potere, per mantenere la propria forza e lo stato delle cose, predicando il bene pratica, eccome, il male, e d’altro canto, in ogni vicenda, indispensabile è il ruolo dell’antagonista, altrimenti non ci sarebbero né mordente né propulsione. Fabio Isman, con brillantezza, affronta il tema e dipinge un quadro dettagliato, interessante, istruttivo e profondamente disturbante. per conoscere, comprendere, riflettere, capire.

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“Uomini duri”

di Gabriele Ottaviani

Che i moscerini possano essere dei maestri di vita è in definitiva una questione di gusti personali…

Uomini duri – Il lato oscuro della mascolinità, Maria Giuseppina Pacilli, Il Mulino. Viviamo in una società sessista e maschilista. Il che è certamente e ovviamente un problema per le donne. Ma fa più male che bene anche agli uomini, solo che ci si pensa più di rado. Perché se non corrispondi a determinati standard la scure del pregiudizio e della discriminazione non ci metterà nulla ad abbattersi anche su di te, anzi. Maria Giuseppina Pacilli indaga uno dei principali vulnus della contemporaneità da una prospettiva pressoché inedita, complementare, necessaria. Da leggere. Per capire, ragionare, riflettere.

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“Andare per la Roma dei papi”

di Gabriele Ottaviani

Ai pontefici umanisti e alla loro Roma si deve anche l’invenzione del museo moderno…

Andare per la Roma dei papi, Giovanni Maria Vian, Il Mulino. Nel corso dei secoli se ne sono avvicendati centinaia, nonostante per un certo periodo la sede del pontefice della cristianità sia stata traslata altrove, nella bella, austera e solatia Avignone, e certo il volto dell’Urbe è marcatamente connotato dalla presenza del Vaticano: ma già assai in anticipo rispetto al momento in cui Bernini ha cinto di colonne la piazza dedicata al discepolo che prima che il gallo cantasse rinnegò tre volte, com’era scritto che doveva succedere, il figlio di Dio, la presenza dei papi è decisamente significativa per interpretare Roma e la sua essenza, oltre che la storia. Con lapidaria chiarezza e dovizia di particolari Giovanni Maria Vian ci conduce per strade, vicoli, saloni e cortili, divulgando e divertendo.

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“La libertà di stampa”

di Gabriele Ottaviani

In Unione Sovietica la censura era stata inasprita negli ultimi mesi del 1949…

La libertà di stampa – Dal XVI secolo a oggi, Pierluigi Allotti, Il Mulino. La libertà non è mai troppa. Certo, bisogna avvalersene bene, perché non deve diventare la scusa per la prevaricazione, quale essa sia, ma è un bene supremo, spesso pagato a carissimo prezzo, per il quale non è mai consigliabile scendere a compromessi. E nevralgica per il bene comune è la libertà di stampa, poiché un’informazione senza padroni è un inestimabile veicolo di benessere e cultura. E invece spesso la stampa viene violata e soggiogata, costretta a farsi propaganda, soffocata, non più cane da guardia del potere, difesa dei più deboli da eventuali derive, ma cucciolo incapace di ribellarsi. La situazione è più complessa di quel che sembra, e non sempre un diffuso benessere economico va di pari passo con la possibilità di una fruizione pluralista del pensiero, anzi; questo saggio riuscito indaga la storia e la contemporaneità partendo da un’ottica particolare per spingersi sino a un’analisi generale e pluristratificata: brillante, limpido, necessario per conoscere, imparare, ragionare.

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“Mobilità sostenibile”

di Gabriele Ottaviani

L’insicurezza stradale causa in Italia migliaia di morti ogni anno…

Mobilità sostenibile – Muoversi nel XXI secolo, Stefano Maggi, Il Mulino. Muoversi è una delle più importanti esigenze che l’essere umano ha sempre manifestato e per la quale si è di volta in volta costantemente adoperato con vari mezzi e diversi strumenti al fine di poter soddisfare le proprie necessità nel modo migliore possibile. Pertanto col passare del tempo e con lo sviluppo tecnologico si è avuta anche una notevole evoluzione a livello progettuale e infrastrutturale: nuova e inoltre sempre più centrale è l’idea della sostenibilità, che si pone come obiettivo la riduzione dell’impatto dell’intervento umano sul contesto in cui vive e sull’ambiente che lo circonda. Non passa giorno senza che dunque si profilino all’orizzonte nuove sfide: ma come fare per vincerle tutti insieme, dato che siamo animali sociali, e nessuno si salva da solo? Il saggio, attento, approfondito, raffinato, divulgativo, lo spiega con dovizia di particolari e bello stile. Da leggere.

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“L’elefante di Carlo Magno”

di Gabriele Ottaviani

Le mappe di Beato e Teodulfo erano particolarmente segnate da una visione apocalittica della realtà…

L’elefante di Carlo Magno, Giuseppe Albertoni, Il Mulino. Due anni dopo la mitica incoronazione a Roma la notte di Natale che aveva reso un bellicoso e scaltro condottiero analfabeta ma consapevole dell’importanza della cultura e dell’istruzione, che amava e bramava, il diretto erede della tradizione dell’impero romano benedetta dalla cristianità, arriva nel suo splendido palazzo reale di Aquisgrana un dono assai insolito: un elefante. Ma perché Carlo Magno lo desiderava così tanto? E cosa rappresenta a livello simbolico, sociale, culturale, economico e politico un tale regalo? Prendendo le mosse da questo episodio il saggio conduce il lettore con mano sicura a passeggio per una storia remota eppure attualissima.

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“Un’ambigua leggenda”

di Gabriele Ottaviani

Fino alle soglie della seconda guerra mondiale il fascismo permise che nelle sale cinematografiche circolassero molte pellicole estere, in particolare americane…

Un’ambigua leggenda – Cinema italiano e Grande Guerra, Giaime Alonge, Il Mulino. Il cinema è un mezzo di straordinario fascino e di grande immediatezza, efficacissimo per raccontare, semplificare, divulgare, far capire: per questo è stato usato sin dalla sua nascita per la propaganda, per questo non manca di raccontare temi universali. E cosa coinvolge tutti, volenti o nolenti, più della guerra? Se il secondo conflitto mondiale è stato ed è tuttora assai analizzato, da vari punti di vista, minoritarie sono le esegesi della Grande Guerra, che ha sancito la fine non solo degli imperi centrali ma anche del concetto di stato liberale come lo si considerava in un primo momento a cavallo fra Ottocento e Novecento, grande affresco della borghesia metropolitana: questo approfondito volume colma la lacuna. Da leggere.

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“Albe di un nuovo sentire”

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Le metafore sinestetiche agiscono nel linguaggio della mente umana…

Albe di un nuovo sentire – La condizione neocontemplativa, Raffaele Milani, Il Mulino. Docente all’Università di Bologna, dove dirige il laboratorio di ricerca sulle città, di estetica, ossia la disciplina che indaga, specialmente a partire dalla seconda metà del diciottesimo secolo, il bello naturale e artistico, la produzione e i prodotti dell’arte e il giudizio di gusto su di essi, configurandosi di fatto come una sorta di vera e propria filosofia dell’arte, evolutasi notevolmente nel corso del tempo, soprattutto in seguito alla speculazione della scuola di Francoforte, che si chiedeva come fosse ancora possibile discettare di tali tematiche dopo l’aberrante abominio della Shoah, Raffaele Milani, con stile ampio, elevato, raffinato e divulgativo si interroga e induce alla riflessione sull’alterità, in epoca contemporanea, rispetto a quella che si manifesta sempre più nei fatti come una sorta di dittatura della tecnologia, che passa attraverso la riscoperta e la salvaguardia della natura, di attività “analogiche” come la lettura e sentimenti come la lentezza, in opposizione alla vacua e spersonalizzante frenesia consumistica dell’oggi. Da non perdere.

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“Il merito dei padri”

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L’organico della società nel 1994 risentiva a sua volta del passare del tempo…

Il merito dei padri – Storia de La petrolifera Italo Rumena 1920 – 2020, Tito Menzani, Emilio Ottolenghi, Guido Ottolenghi, Il Mulino. La Petrolifera Italo Rumena (PIR), capogruppo del Gruppo PIR, fu fondata nel 1920 da un gruppo di soci italiani e rumeni (a quell’epoca la Romania era uno dei maggiori paesi produttori di petrolio). I rumeni pochi anni dopo lasciarono la Società che rimase totalmente in mani italiane, ma mantenne il nome con il quale ancora oggi si presenta sul mercato. La PIR iniziò la propria attività nella zona di Porto Corsini a Ravenna, utilizzando come strutture logistiche alcuni hangar e serbatoi già serviti agli idrovolanti americani durante la prima guerra mondiale. Il lavoro della PIR nel periodo fra le due guerre consisteva nell’importazione via mare, stoccaggio e distribuzione di prodotti petroliferi in gran parte in fusti e latta nonché di cereali, zucchero, e altre merci sia sfuse che confezionate. Durante la seconda guerra mondiale gli impianti furono devastati dai bombardamenti, ma grazie ad una celere opera di ricostruzione già agli inizi degli anni cinquanta l’attività del terminal aveva nettamente superato quella del periodo prebellico. Da allora l’attività fu costantemente ampliata e potenziata. Negli anni sessanta il terminal fu ampliato e reso più funzionale con la costruzione di un collegamento viario con le reti stradali pubbliche. Gli anni settanta hanno segnato un momento di notevole impulso innovativo con la modernizzazione completa del terminal di Ravenna – Porto Corsini per prodotti petroliferi e la costruzione di un deposito per prodotti chimici liquidi. L’attività si è estesa negli anni ottanta con l’allargamento del terminal chimico, e con l’acquisizione a Ravenna dei terminal Adriatank e Decora (poi trasferiti nei terminal PIR), e a Genova del terminal Superba. Negli anni novanta il Gruppo PIR ha razionalizzato ed espanso l’attività di movimentazione dei prodotti petroliferi sulla base di Ravenna con la costituzione di Petra, in società con ENI, ha acquisito una significativa partecipazione in Docks Cereali, il più grande terminal per la movimentazione di cereali e merci secche del Mediterraneo ed ha investito in attività di logistica integrata. Dopo il duemila il Gruppo PIR ha costantemente potenziato e consolidato le attività dei terminal PIR e ha espanso le proprie attività nell’area del Mediterraneo attraverso la costruzione de La Petrolifera Italo Albanese (PIA), un terminal per prodotti petroliferi e GPL nella baia di Valona in Albania e l’acquisizione di una importante partecipazione del terminal SSTC per prodotti petroliferi situato a Zarzis in Tunisia. Oggi Il Gruppo PIR continua a seguire progetti di espansione nel campo della logistica e della distribuzione in tutta l’area del Mediterraneo e opera con un’ottica di medio-lungo termine nel settore immobiliare e finanziario. Questo, sul sito web del gruppo, è il ritratto dettagliatissimo che viene fatto di questa società e della sua storia, una vicenda fatta di lavoro, impegno, abnegazione, progresso, sviluppo, ricerca, studio: il volume, caratterizzato da una considerevole dovizia di particolari, da bellissime e numerose immagini e da una significativa chiarezza espositiva, è un viaggio nella storia industriale del nostro paese e non solo. Da leggere.

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