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“Il meteco e il redivivo”

mjDB37wP9sFZPiLvtI28B_Qdi Gabriele Ottaviani

Tivoli è città d’antica origine, nota non solo ai romani, che evidentemente sono avvantaggiati dalla vicinanza, o agli appassionati d’uva, per il celebre e impareggiabile pizzutello, che prende il nome dalla forma allungata degli acini che compongono il gustoso grappolo, ma a turisti, intellettuali, curiosi e comuni cittadini di tutto il mondo. Antica l’origine, variegata la storia: è persino, come tanti degli ottomila comuni della nostra penisola, gemellata con una località straniera. Per la precisione francese, Saint-Armand-les-Eaux, nel dipartimento Nord-Pas de Calais, di cui è sindaco Alain Bocquet, deputato della sinistra transalpina ininterrottamente da quando ha trentadue anni. Ossia dal millenovecentosettantotto. Bocquet è uno dei tre personaggi ritratti, con la consueta dovizia di particolari, accompagnata da uno stile chiarissimo, da Giuseppe Tripodi, che porta il lettore a passeggio nella storia e nelle vite di Salvatore Multineddu, che insegnò al liceo classico di Tivoli, fu vicesindaco tra il millenovecentoventi e il millenovecentoventidue e poi perseguitato dai fascisti che abbatterono la giunta comunista, e Dante Corneli, la cui vicenda umana e politica si spinge sino in Unione Sovietica. Il meteco e il redivivo, edito da Sensibili alle foglie, è un’occasione da non perdere per conoscere pagine di storia con ogni probabilità ignote ai più ma molto importanti. Perché testimoniare vuol dire ricordare, e fare in modo che non si ripeta.

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