Libri

“L’esule felice”

di Gabriele Ottaviani

La tua morte è venuta come un sasso…

L’esule felice – Poesie 2010-2020, Adriano Sansa, Il canneto. Prefazione di Stefano Verdino. Politico, magistrato, scrittore, nato a Pola, da cui dovette andarsene, nel millenovecentoquaranta, cresciuto a Genova, di cui è stato sindaco per il centrosinistra, padre del giornalista di inchiesta Ferruccio, candidato alla guida della regione Liguria nelle scorse elezioni da cui è uscito sconfitto dal presidente uscente Toti, Adriano Sansa realizza nelle sezioni di questa raccolta una biografia in versi di sé e dell’ambiente nel quale ha vissuto e vive, raccontando con profondità la farsesca tragicommedia dell’umanità: un balsamo per l’anima.

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“Il dio della curiosità”

di Gabriele Ottaviani

Penso che il lettore debba essere sempre lasciato sempre all’oscuro della fatica dello scrivere.

Il dio della curiosità – Due interviste ad Andrea Camilleri, Il canneto. A cura di Guido Festinese. Andrea Camilleri ci ha lasciato, ma per fortuna è stato uomo di gran pregio, intellettuale finissimo, scrittore assai prolifico, impegnato politicamente nell’accezione più elevata del lemma: non ci mancano, grazie al cielo, testimonianze della sua presenza. Come queste qui raccolte, che dipingono un vivido ritratto umano e professionale. Da non perdere.

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“Morte precoce”

di Gabriele Ottaviani

Non appena poté, il confessore tornò dal moribondo…

Morte precoce, Cesare Greppi, Il canneto. Con la consueta cura Il canneto dà alle stampe un gioiello agilissimo che racconta la storia, non solo ricca di livelli di lettura e chiavi d’interpretazione, ma anche bruciantemente attuale, dei monaci di un monastero dell’Italia settentrionale del diciassettesimo secolo che senza poter far nulla assistono alla morte del loro confratello Niccolò, ricondotto, come si suol dire, alla casa del padre da un misterioso carbonchio che porta con sé una febbre pestilenziale che, come il sonno della ragione, genera mostri. E… Intenso.

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“Anne Brontë – La gemella minore”

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Calde lacrime piovono dai miei occhi

ma assai meglio esse sono

di quel sordo, rodente, arido dolore,

quel torpore di disperazione.

Se ne parla troppo poco, eppure è un’autrice straordinaria, dotata di gran talento e sensibilità finissima: per fortuna ci sono pubblicazioni come questa, agile, curata, bella, che colmano la lacuna e propongono testi e documenti, anche, ed è scelta assai giusta e preziosa, con il testo a fronte in lingua originale. Per chiunque voglia farsi un bel regalo, è da leggere, con prefazione e cura di Massimo Bacigalupo, professore emerito di letteratura angloamericana a Genova, per Il canneto il ritratto che Beatrice Solinas Donghi, scomparsa novantaduenne nel duemilaquindici, scrittrice splendida lanciata da Anna Banti e Giorgio Bassani, fa di Anne Brontë – La gemella minore.

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“Galassie parallele”

51T3FXMlaAL._SX363_BO1,204,203,200_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Nella musica di Incardona si fa strada la possibilità di un linguaggio nuovissimo…

Galassie parallele – Storie di artisti fuori norma, Marco Ercolani, Il canneto. Bosch, Cheval, Dubuffet, Bonini, Buzzi, Locci, Pilia, Toris, Raugei, Saracini, Sciandra, Raggio, Bellucci, Donatoni, Scelsi… L’arte è la bellezza, e la bellezza salverà il mondo, e le forme per il tramite delle quali ciò avviene sono le più varie: ma poiché, come è noto, la storia la fanno e soprattutto la scrivono i vincenti, chi, quale che sia la forma in cui dà espressione al suo innato, naturale e insopprimibile bisogno di comunicare – siamo animali sociali… -, non fa parte del canone rischia di essere inghiottito da un ingiusto cono d’ombra: Ercolani, invece, porta la luce, istruisce, insegna, informa, appassiona.

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“Il ponte”

61+qjHyGs-L._AC_UL436_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Il ponte illuminato la saluta tutte le sere, quando ritorna a casa col bus notturno. Non vede l’ora di attraversarlo…

[…]

…sono mani tese da una sponda all’altra, e alle quali ci affidiamo…

[…]

In strada il mare era enorme davanti a noi.

Il ponte – Un’antologia, a cura di Emilia Marasco e Nicolò De Mari, Il canneto. L’acquerello in copertina, stupendo, è di Nicola Magrin. Il ponte è il Morandi di Genova. Il ricavato della vendita di questo libro sarà devoluto a iniziative di sostegno per la Valpolcevera. I racconti parlano di simboli, legami, speranze, uomini, donne, vite. Sono scritti bene e con passione, ed emozionano, sono un caleidoscopio che narra, declina e ritrae l’esistenza nella sua pressoché infinita molteplicità policroma fatta di memoria e testimonianza. Sono di Alfonso, Ansaldo, Archinto, Armanino, Badino, Boero, Bonini, Boragina, Borzani, Campo, Corciolani, Cubeddu, De Mari, Destito, Ercolani, Fassio, Ferrari, Fiorio, Gagliardo, Galletta, Gardella, Gazzaniga, Guglielmi, Magliani, Marasco, Marcenaro, Matteucci, Neonato, Paolacci, Pastorino, Pedemonte, Pennati, Postorino, Quartu, Rampini, Rattaro, Repetti, Revelli, Ronco, Roveda, Salvago Raggi, Sansa, Scarioni, Schelotto e Vaccari. Da non perdere.

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“Una democrazia in pericolo”

download.jpgdi Gabriele Ottaviani

Provocatori, teppisti, estranei alla tradizione della classe operaia, strumenti della reazione. La strategia linguistica sindacale collima con quella del Pci.

Una democrazia in pericolo – Il Lavoro contro il terrorismo (1969 – 1980), Francescopaolo Palaia, Il canneto. Sono stati gli anni più bui della repubblica, quelli definiti di piombo. Perché capitava spesso e malvolentieri che si rischiasse di non tornare nella casa dalla quale si era usciti a causa di una pallottola, o di un attentato. Il baluardo della democrazia non poteva, come ancora oggi non può, contro ogni violenza e ogni sopruso, non essere la solidità del tessuto sociale, fatto di impegno, condivisione, dignità. E nulla dà più dignità a una persona che il lavoro. Che dev’essere onesto. Tutelato. Garantito. Adeguatamente ricompensato. Tra il millenovecentosessantanove e il millenovecentoottanta l’Italia, i sindacati, la politica hanno vissuto cambiamenti fondamentali, le cui conseguenze si riverberano ancora oggi, a decenni di distanza, nell’organizzazione dello stato, che, è bene ricordarlo, si compone di tutti noi. Perché ciò che è pubblico appartiene a tutti, e quindi tutti debbono averne cura, non si tratta di una terra di nessuno, senza padroni, senza diritti, senza, soprattutto doveri. Del resto, però, siamo un paese che ha scientemente deciso da anni di non insegnare più educazione civica di fatto, sicché… Il saggio, ampio e interessantissimo, di Palaia è un vivido e importante affresco d’un’epoca, e non solo. Da leggere. Monumentale.

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“L’oscura primavera di Sottoripa”

51FzHm+gKKL._AC_US218_.jpgdi Gabriele Ottaviani

Quando io venni al mondo Genova era una delle più belle e tipiche città italiane.

L’oscura primavera di Sottoripa – Scritti su Genova e Riviere, Eugenio Montale, Il canneto. Contro il logorio della vita moderna spesso e malvolentieri, purtroppo, non è sufficiente un bicchiere di amaro al gusto di carciofo, per quanto certamente, per chi ne ama il gusto, possa essere l’occasione di una piacevole pausa dallo stress che tutti ci avvelena, per ricominciare a vedere la vita un po’ più rosa. Perché la sola natura dell’essere è il divenire, e dunque tutto si corrompe, si erode, scorre in una direzione sola e mai e poi mai può tornare uguale a com’era prima, amato, vagheggiato, rimembrato. La nostalgia è il dolore del ritorno, soprattutto della risacca dei ricordi che ancora una volta lambisce con forza sciabordante la soglia della nostra coscienza, mettendoci inesorabilmente di fronte a quello che poteva essere e non è stato, che era e non è più, alla bellezza ferita, agli amori perduti, alle amicizie deluse, offese, tradite: Montale osserva la sua Liguria e non può celare la malinconia, che qui si fa canto lirico e solida narrazione. Da non perdere.

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“Flora che fece finire la guerra”

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In autunno la raccolta di funghi e castagne nei boschi placa la fame…

Flora che fece finire la guerra, Fiorella Caraceni, Il canneto. Ambientato a Genova, città bella e ferita, oggi come durante la seconda guerra mondiale, quando il suo volto non mancò di essere orrendamente butterato dalle bombe, e tratto da una storia vera, quella di una donna coraggiosa migrata col marito nel capoluogo ligure in piena era fascista, nel millenovecentoventotto, il romanzo, avvincente, convincente, coinvolgente, travolgente, trascinante, emozionante, entusiasmante, ben scritto e assai curato in ogni dettaglio, attuale oggi come forse non mai, racconta una storia di impegno, autodeterminazione e speranza: da non perdere.

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“Sottoripa”

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…distracting you from the drumbeat of the heart…

Sottoripa – Poesie genovesi, Julian Stannard, Il canneto, a cura di Massimo Bacigalupo, foto – bellissime – di Martina Bacigalupo: sessanta componimenti con testo a fronte tratti da quattro raccolte composte fra il duemilauno, anno in cui l’autore torna nella sua terra d’origine per conseguire un dottorato in letteratura, e il duemilaquattordici raccontano con toni delicati e vividi la vita e le esperienze di un bohémien inglese che giunge nel capoluogo ligure, che in questi giorni sta attraversando momenti tragici, nel millenovecentoottantaquattro, divenendo ben presto non solo uno dei tanti lettori madrelingua precari che affollano i corridoi delle università italiane ma anche uno dei moltissimi che hanno subito il fascino ineguagliabile della città della lanterna, di cui è qui testimoniato lo spirito indomito. Da leggere e rileggere.

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