Libri

“Il canale dei cuori”

Sgarbi Canale cuori (1)di Gabriele Ottaviani

Il canale dei cuori, Giuseppe Sgarbi, Skira. Sfortunatamente appena scomparso, uomo dalla cui prosa emerge una rarissima e struggente sensibilità, delicata, affascinante, coinvolgente, emozionante, Giuseppe Sgarbi, cinquant’anni passati dietro al bancone di una farmacia, che con ogni probabilità forse ha sempre voluto – e avrebbe dovuto, perché il talento è impressionante – essere scrittore ma che solo a novant’anni passati ha ceduto – verrebbe da pensare in ossequio alla commovente verecondia che pervade ogni sua sillaba – alle insistenze della figlia Elisabetta, che d’editoria se ne intende, eccome, e ha messo nero su bianco i suoi ricordi, fa al lettore il più prezioso dei regali possibili, il racconto della sua vita, e delle persone – e delle cose e degli eventi, come la guerra, l’alluvione del Polesine, il mulino dal sapore bacchelliano di Stienta, il primo di tutto il Nordest a essere alimentato a energia elettrica… – che l’hanno colorata col loro esistere: papà Vittorio, imprenditore agricolo e grande seduttore (verrebbe da dire con Plauto che davvero il nome conservi il destino…), la bellissima mamma Clementina, che si sarebbe girato a guardarla finanche il Po, se solo avesse avuto un collo, la giunonica e inflessibile nonna Angela, la pragmatica e misteriosa, sin dalle sonorità del nome, zia Eliduina, le sorelle Angiolina, Lidia, Nelly, l’amatissima Caterina “Rina” Cavallini, la cosiddetta “spaccatutto” conosciuta nei laboratori di chimica dell’Università di Ferrara, sposata pochi mesi dopo, all’insaputa di tutti; i figli Vittorio ed Elisabetta, per l’appunto, la farmacia e la casa di Ro, cenacolo straordinario di intellettuali e artisti come Giorgio Bassani, Valerio Zurlini, Alberto Moravia, Umberto Eco, Federico Zeri, Pier Vittorio Tondelli… Imperdibile.

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